Nino

Ah … il tempo mio nemico e strano …

LA MADONNA ADDOLORATA 20 novembre 2017

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LA MADONNA ADDOLORATA

La devozione alla Mater Dolorosa, molto diffusa soprattutto nei Paesi del Mediterraneo, si sviluppa a partire dalla fine dell’XI secolo. Fu Papa Pio VII nel 1814 a introdurla nel calendario liturgico romano fissandola al 15 settembre. La figura della Madre dei dolori che soffre per la Passione del Figlio ha dato origine a numerose rappresentazioni nell’arte, nella musica sacra e nella pietà popolare

La memoria della Vergine Addolorata nella liturgia cattolica richiama i fedeli a meditare il momento decisivo della storia della salvezza e a venerare la Madre associata alla Passione del Figlio e vicina a lui innalzato sulla croce. Questa ricorrenza di origine devozionale fu introdotta nel calendario romano dal papa Pio VII nel 1814. Il nome Addolorata, in latino Mater Dolorosa, ebbe larga diffusione nell’Italia Meridionale. C’è la tendenza a sostituirlo con il suo derivato spagnolo Dolores.

 LE DEVOZIONI POPOLARI: I SETTE DOLORI DI MARIA
 I Sette Dolori di Maria, corrispondono ad altrettanti episodi narrati nel Vangelo:
1) La profezia dell’anziano Simeone, quando Gesù fu portato al Tempio “E anche a te una spada trafiggerà l’anima”;
2) La Sacra Famiglia è costretta a fuggire in Egitto “Giuseppe destatosi, prese con sé il Bambino e sua madre nella notte e fuggì in Egitto”;
3) Il ritrovamento di Gesù dodicenne nel Tempio a Gerusalemme “Tuo padre ed io angosciati ti cercavamo”;
4) Maria addolorata, incontra Gesù che porta la croce sulla via del Calvario;
5) La Madonna ai piedi della Croce in piena adesione alla volontà di Dio, partecipa alle sofferenze del Figlio crocifisso e morente;
6) Maria accoglie tra le sue braccia il Figlio morto deposto dalla Croce;
7) Maria affida al sepolcro il corpo di Gesù, in attesa della risurrezione.
La liturgia e la devozione hanno compilato anche le Litanie dell’Addolorata, ove la Vergine è implorata in tutte le necessità, riconoscendole tutti i titoli e meriti della sua personale sofferenza.

(dalla rete)

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FOTO ANTONINO CUZZOLA

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IL CADUTO 18 novembre 2017

Filed under: Filosofia — czz56 @ 18:40
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IL CADUTO

[…] Guarda la guerra che beffa, che scherzo puerile, 
io che non mi ero mai spinto in un lungo cammino 
ho visto quel poco di mondo da dietro a un fucile, 
ho visto altra gente soltanto da dietro a un mirino… 

E siamo in tanti coperti da neve gelata, 
non c’è più razza o divisa, ma solo l’ inverno 
e quest’ estate bastarda dal vento spazzata 
e solo noi, solo noi che siam morti in eterno… 

Io che guardavo la vita con calmo coraggio, 
cosa darei per guardare gli odori della mia montagna, 
vedere le foglie del cerro, gli intrichi del faggio,
scoprire di nuovo dal riccio il miracolo della castagna… […]

                   FRANCESCO GUCCINI

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FOTO ANTONINO CUZZOLA

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Auschwitz 16 novembre 2017

Filed under: Filosofia — czz56 @ 18:23
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Auschwitz

I died with another hundred,
I died when I was a child,
passed through the chimney
And now I am in the wind.
And now I am in the wind.
 
In Auschwitz there was snow,
the smoke rose slowly
in a cold winter day
And now I am in the wind.
And now I am in the wind.
 
In Auschwitz so many people
but one great silence.
It’s strange, I still can not
to smile here in the wind.
To smile here in the wind
 
I ask: how can a man
kill his brother?
Yet we are millions
in dust here in the wind.
In dust here in the wind.
 
Still the cannon thunders,
and still is not pleased
with the blood the human beast
and still the wind brings us.
And still the wind brings us.
 
I ask: when it will be
thatman can learn
to live without killing
and the wind shall rest?
And the wind shall rest.
 
I ask: when it will be
thatman can learn
to live without killing
and the wind shall rest?
And the wind shall rest.

Auschwitz

Son morto con altri cento, son morto ch’ero bambino, 
passato per il camino e adesso sono nel vento e adesso sono nel vento…. 

Ad Auschwitz c’era la neve, il fumo saliva lento
nel freddo giorno d’ inverno e adesso sono nel vento, adesso sono nel vento… 

Ad Auschwitz tante persone, ma un solo grande silenzio: 
è strano non riesco ancora a sorridere qui nel vento, a sorridere qui nel vento… 

Io chiedo come può un uomo uccidere un suo fratello 
eppure siamo a milioni in polvere qui nel vento, in polvere qui nel vento… 

Ancora tuona il cannone, ancora non è contento 
di sangue la belva umana e ancora ci porta il vento e ancora ci porta il vento… 

Io chiedo quando sarà che l’ uomo potrà imparare 
a vivere senza ammazzare e il vento si poserà e il vento si poserà… 

Io chiedo quando sarà che l’ uomo potrà imparare 
a vivere senza ammazzare e il vento si poserà e il vento si poserà e il vento si poserà…

                        Francesco Guccini

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IL TRISTE … 14 novembre 2017

Filed under: Filosofia — czz56 @ 21:56
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IL TRISTE …

AMERIGO […] Probabilmente uscì chiudendo dietro a se la porta verde, 
qualcuno si era alzato a preparargli in fretta un caffè d’ orzo. 
Non so se si girò, non era il tipo d’ uomo che si perde 
in nostalgie da ricchi, e andò per la sua strada senza sforzo. […]

                                 FRANCESCO GUCCINI

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TRAVEL 12 novembre 2017

Filed under: Filosofia — czz56 @ 21:45
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CHI SEI?

Filed under: Filosofia — czz56 @ 21:18
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CHI SEI?

A colui che bussa alla porta non si domanda: “Chi sei? Gli si dice: “Siediti e mangia”.
                        (Proverbio siberiano)

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LA PAURA 

Filed under: Filosofia — czz56 @ 17:07
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LA PAURA 

Un giorno la paura bussò alla porta.

Il coraggio andò ad aprire e non trovò nessuno.

(Martin Luther King)

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