Nino

Ah … il tempo mio nemico e strano …

Il Vangelo di Giuda 27 maggio 2008

Filed under: Filosofia — czz56 @ 21:16
CULTURA

                                 IL VANGELO DI GIUDA

 

PARLA LO STUDIOSO CHE HA RESTAURATO IL VANGELO DELL’ISCARIOTA

Giuda tradì per amore

"Strumento della volontà di Gesù a lui ha svelato tutti i misteri"

di Paolo Mastrolilli

7/4/2006

 

NEW YORK

Tutto sbagliato: non solo Giuda non tradì Gesù, ma lo fece arrestare su sua richiesta, per liberarlo dalla prigione umana e consentirgli di compiere la propria missione salvifica. Questo, almeno, se diamo retta al Vangelo di Giuda, un antico manoscritto presentato ieri a Washington dal National Geographic, la Maecenas Foundation for Ancient Art e il Waitt Institute for Historical Discovery.

Il testo, scritto in copto dalla versione originale in greco, era comparso in Egitto negli anni 70. Poi però era stato dimenticato per 16 anni in una cassetta di sicurezza americana. Ora è stato restaurato, tradotto e pubblicato. Gregor Wurst, professore di Storia ecclesiastica e patristica all’Università tedesca di Augsburg, è uno degli esperti che hanno curato l’operazione.

Professor Wurst, chi ha scritto queste pagine e quando?
<<Sulla data siamo abbastanza sicuri, tanto per le analisi scientifiche relative all’età del papiro, quanto per la ricostruzione storica. Il Vangelo di Giuda originale, cioè quello in greco, è stato scritto fra il 100 e il 180 d.C. Invece la versione in copto risale al III o IV secolo. La prima data limite dell’anno 100 nasce dal fatto che le sue pagine citano i Vangeli canonici, e quindi sono state scritte dopo la loro pubblicazione. La seconda la deduciamo perché il Vangelo di Giuda è citato da Sant’Ireneo, il vescovo di Lione e principale autore del canone neotestamentario, che visse nel II secolo. Dunque in quell’epoca esisteva già ed era noto. L’autore probabilmente era uno gnostico greco, di quelli che consideravano il creato come una prigione maligna, dalla quale l’uomo liberava la propria spiritualità benigna solo attraverso la morte>>.

Cosa dice il testo?
"Presenta un controritratto di Giuda. Lui è l’unico discepolo a conoscere la vera identità di Gesù, che gli ha rivelato tutti i misteri del Cielo, della Terra e della creazione. Cristo gli predice che avrà un ruolo chiave nella salvezza del mondo. Non gli chiede di tradirlo, ma di sacrificare l’uomo, cioè liberarlo dal corpo che lo imprigiona. Giuda, in sostanza, non è un traditore malvagio, ma lo strumento attraverso cui si realizza la volontà di Gesù".

Quali sono i passaggi più suggestivi?
«Ce n’è uno in cui Gesù dice a Giuda: "Allontanati dagli altri (discepoli) e ti rivelerò il mistero del Regno. È possibile per te arrivarci, ma soffrirai". E poi ancora: "Tu superi tutti gli altri, perché sacrificherai l’uomo che mi contiene».

C’è qualche novità sulla morte di Giuda?
«No, il testo finisce con la consegna di Gesù».

Perché lo avete chiamato «Vangelo di Giuda», se non è stato scritto da qualcuno che aveva una conoscenza storica del discepolo?
«Perché così è stato sempre definito, anche da Ireneo. All’epoca c’erano molti "vangeli" apocrifi, che venivano accusati di eresia. Questo filone gnostico, ad esempio, contestava la tradizione giudaico-cristiana di un Dio onnipotente e benevolo che ha creato il mondo a fini positivi».

I teologi cattolici sostengono il «Vangelo di Giuda» non avrà un grande impatto, perché non è un documento storico sul rapporto fra Gesù e il discepolo, ma solo il punto di vista di una setta. Lei cosa risponde?
«Sono della stessa opinione. Si tratta dello scritto apocrifo di uno gnostico. Il solo fatto che citi i Vangeli canonici dimostra che dal punto di vista storico la fonte originale e privilegiata delle notizie restano Matteo, Marco, Luca e Giovanni».

Allora questo testo cosa aggiunge alla nostra conoscenza?
«Due elementi. Primo, ci aiuta a capire meglio la vivacità e la diversità dei primi cristiani. Secondo, ci invita a una rilettura della figura di Giuda. In fondo gli stessi Vangeli canonici non sono molto chiari sulle sue motivazioni».

Se Giuda non era un traditore, ma piuttosto il discepolo prediletto di Gesù, incaricato di compiere l’atto più difficile per consentire la salvezza degli uomini, che impatto può avere il nuovo testo sull’antisemitismo?
«Limitato, per due ragioni. Come prima cosa, questo vangelo non affronta la questione del rapporto fra Gesù e Giuda sul piano storico. La fonte principale restano i Vangeli canonici del Nuovo Testamento, che come sappiamo sono una delle radici dell’antigiudaismo e dell’antisemitismo. Come seconda cosa bisogna tenere presente che gli gnostici, autori del testo di cui parliamo, negavano anche gli aspetti centrali della teologia giudaica, come la nozione di un Dio creatore onnipotente e buono. Alla luce di questo ritratto, però, bisognerà rivedere la figura e la funzione di Giuda».

 

P.S.

E’ gradito un commento.

 

 

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