Nino

Ah … il tempo mio nemico e strano …

“La Strage di Cima Vallona” 10 dicembre 2014

Ho completato una fotografia che richiama un fatto avvenuto tanti anni fa e che pochi ricordano:

“La Strage di Cima Vallona”- (25 giugno 1967)

La Strage di Cima Vallona è stato un attentato terroristico perpetrato il 25 giugno 1967 da separatisti sudtirolesi del Befreiungsausschuss Südtirol contro una pattuglia di militari italiani che indagavano su un precedente attentato. Negli anni Cinquanta-Sessanta il BAS compì numerosi attentati.

La strage avvenne in seguito ad un attentato con il quale il 25 giugno 1967 i terroristi abbatterono un traliccio dell’alta tensione proprio in località Cima Vallona uccidendo Armando Piva, uno degli alpini che sorvegliavano l’area. A bordo di un AB 412 decollato dall’Aeroporto di San Giacomo fu inviata una squadra della Compagnia Speciale Antiterrorismo con il compito di bonificare l’area e raccogliere indizi utili per identificare gli autori dell’attentato. La squadra era composta dal Capitano dei Carabinieri Francesco Gentile (carabiniere paracadutista del Tuscania), dal sottotenente Mario Di Lecce e dai sergenti Olivo Dordi e Marcello Fagnani (incursori del Col Moschin). Assolto il loro compito, i quattro si avviarono lungo un sentiero per rientrare a Sega Digon di Comelico Superiore quando, inavvertitamente, uno di loro attivò una trappola esplosiva piazzata distante dal luogo dell’attentato e lungo l’unico sentiero disponibile. A seguito dell’esplosione Di Lecce e Gentile morirono sul colpo, Dordi dopo una dolorosa agonia e Fagnani rimase gravemente ferito. Sul luogo dell’esplosione furono trovate due tavolette di legno con su incisa la rivendicazione a firma del BAS (Befreiungsausschuss Südtirol, Comitato di liberazione del Sudtirolo in italiano). Il testo riportava “Voi non dovete mai avere più la barriera di confine al Brennero. Prima dovete ancora scavarvi la fossa nella nostra terra”. 

A questo proposito inserisco una canzone scritta da Fancesco Guccini

(cantata da Caterina Caselli).

Cima Vallona

 

Ci fu un tuono secco però non pioveva,
un lampo di fuoco da terra veniva.
E l’eco veloce si sparse lontano
riempiendo di fumo le valli ed il piano.

 

Ma il vento quel giorno era dolce e veloce
portò via quel fumo ogni grido e ogni voce,
e là sulla cima il silenzio tornava
e tutto tranquillo di nuovo sembrava.

 

Tornò dell’estate il rumore leggero
tornarono i falchi a volare nel cielo.
Restarono i quattro che a terra straziati
guardando quel cielo con gli occhi sbarrati.

 

Guardando le nubi vicine lassù
con occhi che ormai non vedevano più,
l’odore di morte era in quella giornata
soltanto una grande bestemmia insensata.

 

Portate dei fiori, portate parole,
portate canzoni, portategli il sole,
portate ogni cosa che serva per loro
a fare più dolce il sereno riposo.

 

Portategli il vostro sincero rimpianto,
portategli il vostro ricordo soltanto,
che sappiano loro che sono partiti
che noi tutti noi siam rimasti feriti.

 

Portategli i fiori, portategli il sole,
un bacio di donna, un ricordo d’amore.
Chi sa maledire o chi sa pregare
quei quattro ragazzi dovrà ricordare.

 

Voglio saper se la mano assassina
che ha mosso la terra, che ha messo la mina,
sa stringere un’altra, se sa accarezzare
se quella d’un uomo può ancora sembrare.

https://www.youtube.com/watch?v=ZssokI9aaW4

 

 
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