Nino

Ah … il tempo mio nemico e strano …

Teodora – Chi era? Teodora (imperatrice) 20 giugno 2015

Teodora – Chi era?
Teodora (imperatrice)
“Il trono è un glorioso sepolcro e la porpora è il miglior sudario”
(Procopio, La guerra persiana, I, 24)

Teodora (Costantinopoli, 500 circa – Costantinopoli, 28 giugno 548) è stata un’imperatrice bizantina. Dopo una iniziale vita avventurosa divenne moglie dell’imperatore Giustiniano I, assieme al quale regnò, in parte coadiuvandolo nella gestione del potere. La sua personalità viene vista in doppia luce da Procopio, che da una parte ne esalta in talune sue opere l’effetto benefico, dall’altra ne vede esclusivamente il lato negativo, questo nella sua Storie Segrete, opera in un certo senso parallela e complementare di questo storico.
Teodora era una donna di umili origini. Lo storico Procopio di Cesarea la dice una delle tre figlie di un certo Acacio, guardiano degli orsi (termine col quale si indicava il guardiano delle belve) presso l’Ippodromo. Rimasta orfana di padre, viene avviata dalla madre, insieme alle due sorelle Comitò e Anastasia, alla carriera del teatro. Qui Teodora diede il meglio di sé come cortigiana e attrice di spettacoli licenziosi. I suoi detrattori, primo fra tutti Procopio di Cesarea, le rimproverarono una giovinezza dissoluta e contribuiscono a creare una figura deformata e mostruosa del suo arrivo a Costantinopoli:
«Quando le figlie divennero giovinette, subito la madre le avviò alla scena, poiché erano davvero belle: però non tutte simultaneamente, bensì a seconda che ciascuna le paresse matura al compito. […] All’epoca Teodora non era affatto matura per andare a letto con uomini, né ad unirsi a loro come una donna; si dava invece a sconci accoppiamenti da maschio, con certi disgraziati, schiavi per di più, che seguendo i padroni a teatro, in quell’abominio trovavano sollievo al loro incomodo – e anche nel lupanare dedicava parecchio tempo a quest’impiego contro natura del suo corpo.
Non appena giunse all’adolescenza e fu matura, entrò nel novero delle attrici e divenne subito cortigiana, del tipo che gli antichi chiamavano ‘la truppa’. Non sapeva suonare flauto né arpa, né mai s’era provata nella danza; a chi capitava, ella poteva offrire solo la sua bellezza, prodigandosi con l’intero suo corpo.
…Spesso giungeva a presentarsi a pranzo con dieci giovanotti, o anche di più, tutti nel pieno delle forze e dediti al mestiere del sesso; trascorreva l’intera notte a letto con tutti i commensali, e quando erano giunti tutti allo stremo, quella passava ai loro servitori, che potevano essere una trentina; s’accoppiava con ciascuno di loro, ma neppure così riusciva a soddisfare la sua lussuria. »

(Procopio, Storia segreta, IX (trad. it. in Procopio, Storie Segrete, a cura di F. Conca e P. Cesaretti, Milano 1996)

Monofisismo di Teodora
Si può considerare sicura l’adesione di Teodora alla corrente Monofisita. (Il termine monofisismo indica, nella storiografia occidentale e nella teologia cattolica, una serie di dottrine cristologiche della chiesa copta e della chiesa armena, sorte attorno alla teologia di Eutiche, e condannate come eresia dal concilio di Calcedonia. Eutiche negava l’attribuzione a Cristo della natura umana, sostenendo che egli avesse solo quella divina: secondo la sua dottrina l’umanità di Gesù fu solo apparente.)
Ella si convertiva dopo una sua permanenza ad Alessandria, nel corso iniziale della sua vita da attrice ed avventuriera, partita dalla capitale per quest’altra grande città dell’Impero.
Procopio nella Storie Segrete riferisce: che aveva lasciato la capitale per accompagnare un personaggio di rilievo, Ecebolo di Tiro, che era stato nominato governatore della Pentapoli in Cirenaica (Libia). Come sua amante andò con lui in Libia, ma dopo un certo periodo venne in disaccordo con Ecebolo che la abbandonò.
Lasciò la Cirenaica mantenendosi con la prostituzione, e sulla strada di Costantinopoli, fece tappa ad Alessandria.
Ad Alessandria incontrò il vescovo Timoteo, aderente al Monofisismo. L’incontro con il vescovo è riferito anche da un testo egiziano della fine del secolo successivo agli avvenimenti.
Il patriarca Timoteo III (517-535) esercitò un profondo ascendente su di lei, che ebbe una crisi mistica e si convertì alla sua corrente. Timoteo era il maggior difensore di questa idea, che aveva fatto di Alessandria una sua roccaforte, nella quale aveva ospitato l’esule patriarca Severo di Antiochia, allontanato dalla capitale al momento della svolta intollerante di Giustino.
Da qui Teodora avrebbe abbandonato la precedente vita, intraprendendo un altro cammino che l’avrebbe portata ad essere la moglie dell’imperatore. Grazie alla sua forte personalità avrebbe saputo conquistare Giustiniano, vincendo l’ostracismo posto contro di lei da Eufemia, e superare anche l’ostacolo del differente credo.

Matrimonio con Giustiniano
Per Teodora si presentava il problema di superare gli ostacoli della morale verso il suo matrimonio con Giustiniano. Giustino, imperatore e zio di Giustiniano, non era d’accordo su questi sponsali principalmente per volere della moglie, l’imperatrice Eufemia, la quale vedeva di buon occhio il nipote ma non accettava la presenza di Teodora. Morta Eufemia, ed avendo nei suoi ultimi anni Giustino perso le proprie facoltà mentali, la via per il matrimonio tra Giustiniano e Teodora era libera.
Il problema che le Leggi di quel periodo non consentivano ad un notabile come Giustiniano il matrimonio con un’attrice quale era Teodora, ma in quel caso Giustino, ormai incapace di intendere e volere, fu convinto dal nipote ad emanare una legge che permettesse anche ciò. Grazie a questa circostanza gli sponsali poterono essere celebrati.

Teodora imperatrice
Quindi, al momento della morte di Giustino, il nipote era già pronto ad impossessarsi del potere, e divenire imperatore. Giustiniano, che aveva già nominato Teodora patrizia, senza attendere, tre giorni prima della morte di Giustino, fece celebrare la cerimonia dell’incoronazione nella quale fece nominare Teodora imperatrice, il 1 aprile 527, tre giorni prima della Pasqua.
Una volta sul trono, Teodora si mostrò una donna astuta e di forte carattere, molto influente sulle decisioni del marito tanto che spesso si è detto che Giustiniano e Teodora costituissero una vera e propria diarchia. Entrambi di personalità molto forte, la loro azione risultò complementare nel ricreare la grandezza dell’Impero Romano.
Una prima prova la coppia la diede nella sua azione durante la rivolta di Nika, quando dovettero affrontare il problema politico di ridimensionare le fazioni, soprattutto quella degli Azzurri, la cui impunità essi stessi avevano da sempre garantito. Negli eventi, dove Giustiniano si mostrava più pavido, pensando di fuggire attraverso il suo porto privato, fu Teodora a reagire con forza a riprendere il potere in mano. Ella, pronunciando un discorso, convinse il marito a desistere e a combattere in quanto

«…Il trono è un glorioso sepolcro e la porpora è il miglior sudario»

Teodora morì di malattia nel 548 (divorata dal cancro dice Procopio), e si dice che la sua morte fosse stata presagita dallo spezzarsi di una colonna.
(wikipedia)

 

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