Nino

Ah … il tempo mio nemico e strano …

DEJA-VU 28 luglio 2015

Filed under: Filosofia — czz56 @ 15:49
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DEJA-VU

 

 

(FOTO ANTONINO CUZZOLA)

L’origine scientifica del déjà vu
Uno studio del Cnr svela per la prima volta come specifiche anomalie nella morfologia del cervello possano spiegare l’origine dei déjà vu.

di Simone Valesini

Non è un errore di Matrix, né un ricordo che ci arriva da universi paralleli, vite precedenti, o qualcosa visto nei sogni. A gettare luce sull’origine del déjà vu, la strana sensazione di aver già visto o vissuto una determinata scena o situazione, arriva oggi uno studio dell’Istituto di bioimmagini e fisiologia molecolare del Cnr (Ibfm-Cnr), che dimostra come il fenomeno, almeno nelle persone che lo sperimentano frequentemente, sia probabilmente legato alla presenza di particolari anomalie nella morfologia del cervello. I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Cortex.

Il déjà vu è un fenomeno psichico studiato da oltre un secolo, e per il quale sono state proposte moltissime possibili spiegazioni scientifiche, nessuna delle quali era riuscita però fino ad oggi a dimostrarne la causa in modo definitivo. Per cercare una risposta, i ricercatori del Cnr hanno deciso di analizzare il cervello di pazienti che soffrono di epilessia, una malattia che può causare frequenti manifestazioni patologiche estremamente simili a déjà vu.

“L’obiettivo di questa ricerca era di scoprire se esista una base anatomo-fisiologica comune nella genesi del déjà-vu tra soggetti sani e pazienti, che possa spiegare le basi di un fenomeno psichico che, in alcune circostanze, diventa patologico”, racconta Angelo Labate, ricercatore dell’Ibfm-Cnr e professore dell’Università Magna Graecia. Per farlo, il team del Cnr ha reclutato 63 pazienti epilettici con episodi frequenti di déjà vu, e ne ha analizzato l’attività e la morfologia cerebrale, mettendola a confronto con quella di 39 persone sane.

I risultati hanno dimostrato che esistono specifiche caratteristiche morfologiche che identificano il cervello dei pazienti epilettici e quello delle persone sane che sperimentano di frequente il déjà vu. “Lo studio ha evidenziato che sia i soggetti malati, sia le persone sane interessate da déjà-vu, presentano anomalie a livello morfologico, che coinvolgono però aree cerebrali diverse”, prosegue Labate. “I pazienti affetti da epilessia evidenziano anomalie localizzate nella corteccia visiva e nell’ippocampo, cioè nelle aree cerebrali deputate al riconoscimento visivo e alla memorizzazione a lungo termine. Questa scoperta dimostrerebbe che la sensazione di déjà-vu, riportata dai pazienti durante un episodio epilettico, è un sintomo organico di una memoria reale, anche se falsa”.

Se per chi soffre di epilessia i déjà-vu sarebbero quindi dovuti ad un’anomala registrazione delle memorie, per le persone sane la situazione è invece diversa. Nei partecipanti non epilettici che sperimentavano più spesso questa sensazione, i ricercatori hanno individuato piccole variazioni anatomiche in un’area cerebrale chiamata corteccia insulare, che ha il compito di convogliare le informazioni sensoriali verso il sistema limbico, cioè la parte del cervello che si occupa delle emozioni.

“Tale modifica parrebbe dimostrare che nel soggetto sano l’esperienza del déjà-vu è in realtà un fenomeno di alterata sensorialità dello stimolo percepito, più che un ricordo alterato”, aggiunge Antonio Cerasa, ricercatore del Cnr che ha partecipato allo studio. In questi casi dunque si tratterebbe di un’emozione che richiama alla memoria una situazione in cui avevamo già sperimentato un sentimento simile. “Noi pensiamo di aver già visto quel posto – conclude Cerasa – ma in realtà è la sensazione che abbiamo provato nel vederlo che ci richiama uno stimolo mnestico precedentemente associato”.

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