Nino

Ah … il tempo mio nemico e strano …

LA FOTOGRAFIA 28 novembre 2015

LA FOTOGRAFIA 

Fare fotografie, guardare fotografie, sono ormai parte della nostra vita quotidiana.

Influenzano il nostro modo di vedere, impongono tutta una serie di modelli cui adeguarsi, offrono informazioni con obiettività e autenticità, diventano strumenti di ricerca e di analisi in ogni settore della scienza e della tecnica.

Ma il fenomeno non si limita a promuovere una serie di pratiche fotografiche; instaura anche un nuovo rapporto con la realtà, crea una nuova visione del mondo.

Tentare un approccio, sia pure a largo raggio, può aiutare a cogliere le implicazioni psicologiche e sociali del fenomeno e verificare la funzione ed il ruolo della fotografia nell’ambito degli strumenti della comunicazione.

Può aiutare soprattutto ad apprendere questo secondo alfabeto, tutto iconico, con cui ci si scambiano informazioni e messaggi con la stessa facilità e frequenza con cui si parla.

Quando si guarda una fotografia, se ne coglie immediatamente il significato globale:

  • lettura simultanea ed istintiva del “che cosa” viene rappresentato ;

  • molteplicità delle sensazioni suscitate dal “che cosa” nell’animo dell’amatore.  

Tuttavia, l’analisi di un’immagine non può limitarsi all’impatto iniziale in cui prevale l’aspetto istintivo ed emotivo; deve cercare di individuare anche gli elementi essenziali del pensiero contenuto nell’immagine, lungo un ideale percorso di lettura che non tralasci i fattori tecnici con cui una foto è stata realizzata.

Infatti, chi scatta una fotografia comincia ad isolare ed incorniciare particelle di mondo, con un atto di ritaglio che non è casuale.

Le scelte tecniche, predeterminate da chi usa la macchina fotografica, non solo risultano indispensabili alla realizzazione dell’immagine, ma si rivelano elementi formativi dell’immagine stessa, con elevato valore espressivo e culturale.

E’ questa la mia proposta che nella raccolta fotografica, offre il duplice percorso di produzione reale e produzione personale.

Per me la fotografia è una forma di scrittura, cioè un sistema di segni con cui un emittente (chiunque scatti una foto, o la ritagli, la scelga, la usi) trasmette ad un destinatario un messaggio.

Il messaggio viene compreso anche se non si ha un comune codice di riferimento, in quanto la fotografia, pur avendo delle regole che associano la forma o significante con il significato dei segni offre a ciascuno la possibilità di accostarsi all’opera d’arte, comprenderla e farla propria.

Io ritiengo che ogni fotografia è un vero e proprio “atto” linguistico, indissolubilmente legato alle situazioni espressive e comunicative.

A mio avviso, infatti, l’atto di comunicazione non si riduce alla trasmissione delle cose da dire e del come esprimerle, ma si completa con gli effetti e le reazioni non sempre prevedibili. Infatti, chiunque intenda “leggere” le mie fotografie, si deve porre in una duplice posizione: da una parte interrogarsi “dentro” per avere informazioni, conoscere il fatto, ragguagliarsi su contenuti storici, culturali e sociali per comprendere meglio l’autore con le sue idee, emozioni e sentimenti; dall’altra intervenire personalmente sul testo visivo, averne consapevolezza partecipare con il proprio patrimonio di conoscenze, esperienze e sensibilità.

La fotografia è linguaggio, sia perché tende a stabilire una situazione comunicativa, sia soprattutto perché, avvalendosi di tratti visivi che hanno valore di segno, si presenta come insieme di segni che, interagendo tra loro, costituiscono un vero e proprio percorso emotivo e culturale.

Chi osserva le mie fotografie, individua senz’altro ciò che vi è raffigurato, ma coglie anche qualcosa che va al di là di ciò che è materialmente rappresentato nel “rettangolo di carta”.

L’icona fotografica comunica immagini ed idee fondate sia sul codice della percezione visiva, quindi, in un certo senso “universale” sia sul codice socioculturale di chi guarda (e quindi soggettivo e personale).

Nel guardare la raccolta fotografica occorre anche tener conto: 

  • sia delle modalità con cui il messaggio fotografico è stato realizzato;

  • sia delle reazioni individuali stimolate dall’immagine in se stessa e dal vissuto personale.

CHE COS’E’ FOTOGRAFIA?

Io reputo che la fotografia è “un’invenzione della mente”, con cui un artista riesce a superare i confini delle realtà convenzionali, ed attraverso un particolare linguaggio fatto di forme, funzioni, atti linguistici ed un simbolismo individuale riesce a guardare al passato e vivere il presente con equilibrio ed armonia.

Le immagini che propongo tracciano un sentiero da percorrere per raggiungere le leggi della convivenza e per proporre una autentica civiltà e cultura integrata dall’arte: un messaggio razionale, intellettuale, comunque ricco di sensibilità e di irrazionalità che consente al viandante di viaggiare nell’iperrealismo dove il pensiero diventa creatura immersa nel “cosmico”.

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