Nino

Ah … il tempo mio nemico e strano …

DOLCE SPERANZA … 28 febbraio 2016

DOLCE SPERANZA …

[…] Non starò più a cercare parole che non trovo
per dirti cose vecchie con il vestito nuovo,
per raccontarti il vuoto che, al solito, ho di dentro
e partorire il topo vivendo sui ricordi, giocando coi miei giorni, col tempo…

O forse vuoi che dica che ho i capelli più corti
o che per le mie navi son quasi chiusi i porti;
io parlo sempre tanto, ma non ho ancora fedi,
non voglio menar vanto di me o della mia vita costretta come dita dei piedi… […]

(Francesco Guccini)

dolce luna

Foto Antonino Cuzzola

(FOTO ANTONINO CUZZOLA)

 

Feriae Augusti (riposo di Augusto) 27 febbraio 2016

Feriae Augusti (riposo di Augusto)

[…] Con giorni lunghi di colori chiari ecco Luglio, il leone,
riposa, bevi e il mondo attorno appare come in una visione, come in una visione…
Non si lavora Agosto, nelle stanche tue lunghe oziose ore
mai come adesso è bello inebriarsi di vino e di calore, di vino e di calore… […]

(FRANCESCO GUCCINI)

Sonnolenza d'agosto(FOTO ANTONINO CUZZOLA)

 

… UN GIORNO TI RICORDERERAI DI ME …

… UN GIORNO TI RICORDERERAI DI ME …

[…] Le strade sono aperte ed il momento viene sempre: sapessi quante volte l’ho vissuto!
Stagione di canzoni, di facili emozioni: un’altra volta ancora abbiamo chiuso.
T’invidio perchè ancora hai molte pagine da aprire
di un libro che ho già letto e che tu devi ancor scoprire,
ma quando capirai che cerchi un libro che non c’è,
allora ti ricorderai di me… […]

(FRANCESCO GUCCINI)

 

... fiori e fiori ...

Foto Antonino Cuzzola

(FOTO ANTONINO CUZZOLA)

 

“LA MENTE NASCE VUOTA”

JOHN LOCKE

“LA MENTE NASCE  VUOTA”

[…] Non sai che ci vuole scienza, ci vuol costanza, ad invecchiare
senza maturità,
ma maturo o meno io ne ho abbastanza
della complessa tua semplicità.
Ma poi chi ha detto che tu abbia ragione,
coi tuoi “also sprach” di maturazione
o è un’illusione pronta per l’uso
da eterna vittima di un sopruso,
abuso d’un mondo chiuso e fatalità;
ognuno vada dove vuole andare,
ognuno invecchi come gli pare,
ma non raccontare a me che cos’è la libertà! […]

(Francesco Guccini)

LOCKE

Foto Antonino Cuzzola

(FOTO ANTONINO CUZZOLA)

 

INCONTRI RAVVICINATI … 25 febbraio 2016

INCONTRI RAVVICINATI ...

[…] E le frasi, quasi fossimo due vecchi, rincorrevan solo il tempo dietro a noi,
per la prima volta vidi quegli specchi, capii i quadri, i soprammobili ed i suoi.
I nostri miti morti ormai, la scoperta di Hemingway,
il sentirsi nuovi, le cose sognate e ora viste:
la mia America e la sua diventate nella via la nostra città tanto triste…[…]

(FRANCESCO GUCCINI)

incontri ravvicinati

(FOTO ANTONINO CUZZOLA)

 

“… PASSEGGIA UN CANE ED ABBAIA AL VENTO UN UOMO…” 24 febbraio 2016

“… PASSEGGIA UN CANE ED ABBAIA AL VENTO UN UOMO…”

” … WALK A DOG AND A MAN BARKS WIND … “

[…] Emilia sognante fra l’oggi e il domani, di cibo, motori, di lusso e balere,
Emilia di facce, di grida, di mani, sarà un grande piacere
vedere in futuro da un mondo lontano quaggiù sulla terra una macchia di verde
e sentire il mio cuore che batte più piano e là dentro si perde…
passeggia un cane e abbaia al vento un uomo… […]

(Francesco Guccini)

Foto Antonino Cuzzola

Foto Antonino Cuzzola

(Foto Antonino Cuzzola)

 

MADAME BOVARY

MADAME BOVARY

[…] Ma che cosa c’è proprio in fondo in fondo,
quando bene o male faremo due conti,
e i giorni goccioleranno come i rubinetti nel buio
e diremo “…un momento, aspetti…” per non essere mai pronti,
signora Bovary, coraggio, pure
tra gli assassini e gli avventurieri,
in fondo a quest’ oggi c’è ancora la notte,
in fondo alla notte c’è ancora, c’è ancora…

(Francesco Guccini)

Madame Bovary

(FOTO ANTONINO CUZZOLA)

Madame Bovary

Romanzo di Gustave Flaubert, scritto tra il 1851 e il 1856 e pubblicato prima a puntate sulla “Revue de Paris” e poi in volume nel 1857. Figlia di un ricco proprietario terriero di provincia, Emma aspira a una vita piena di passione, degna dei romanzi sentimentali che ha letto in collegio.

Con questa speranza sposa Charles Bovary, medico condotto a Tostes in Normandia, ma rimane ben presto delusa e si intristisce. Per dissipare la sua malinconia il marito decide di trasferirsi in una cittadina più grande, Yonville, dove i Bovary sono accolti tra i notabili: l’ambizioso farmacista Homais, il curato Bournisien, il notaio e il suo giovane praticante, Léon Dupuis. Ma l’umore di Emma non cambia, e nemmeno la nascita di una figlia riesce a restituirle un po’ di felicità.

Si lascia tuttavia corteggiare dagli sguardi languidi del timido Léon e, finalmente, dopo la partenza del giovane per Parigi, Emma incontra la passione che tanto aspettava. Si lascia sedurre da un ricco possidente dei dintorni, Rodolphe Boulanger, e si abbandona con trasporto all’adulterio. Il fallimento di una difficile operazione chirurgica compiuta da Charles Bovary dietro le insistenze di Emma porta al limite il suo disprezzo per il marito.

Organizza allora un piano per fuggire con l’amante, il quale però, spaventato, l’abbandona. Disperata, si consola con Léon, incontrato di nuovo per caso a Rouen. Questa seconda relazione la spinge a contrarre grossi debiti da un mercante falsamente compassionevole, Lheureux.

Quando l’usuraio, che vuole recuperare il suo denaro, minaccia il pignoramento dei suoi beni Emma si suicida. 

 

… Giugno, che sei maturità dell’anno

[…] Giugno, che sei maturità dell’anno, di te ringrazio Dio:
in un tuo giorno, sotto al sole caldo, ci sono nato io, ci sono nato io…
E con le messi che hai fra le tue mani ci porti il tuo tesoro,
con le tue spighe doni all’uomo il pane, alle femmine l’oro, alle femmine l’ oro… […]

(Francesco Guccini)

giugno

(Foto Antonino Cuzzola)

 

MANTRA: A CIASCUNO IL SUO! 20 febbraio 2016

MANTRA: A CIASCUNO IL SUO!

[…] La vedi nel cielo quell’ alta pressione, la senti una strana stagione?
Ma a notte la nebbia ti dice d’ un fiato che il dio dell’ inverno è arrivato.
Lo senti un aereo che porta lontano? Lo senti quel suono di un piano,
di un Mozart stonato che prova e riprova, ma il senso del vero non trova?

Lo senti il perchè di cortili bagnati, di auto a morire nei prati,
la pallida linea di vecchie ferite, di lettere ormai non spedite?
Lo vedi il rumore di favole spente? Lo sai che non siamo più niente?
Non siamo un aereo né un piano stonato, stagione, cortile od un prato… […]

(Francesco Guccini)

MANTRA(FOTO ANTONINO CUZZOLA)

 

IL BATAVO MALEDETTO: L’OLANDESE VOLANTE

IL BATAVO MALEDETTO: L’OLANDESE VOLANTE

[…] Antenòr lo guardò cadere, sentì dire “la colpa è mia”,
sentì dire “è stato un uomo”, sentì dire “fuggi via!”
La giustizia disse “bandito”, ma un poeta gli avrebbe detto
che era come l’ Ebreo errante, come il Batavo maledetto…

Quante volte ci è capitato di trovarci di fronte a un muro,
quante volte abbiam picchiato, quante volte subito duro,
quante cose nate per sbaglio, quanti sbagli nati per caso,
quante volte l’ orizzonte non va oltre il nostro naso […]

(Francesco Guccini)

Batavo maledetto(Foto Antonino Cuzzola)

Il riferimento è alla leggenda dell’Olandese Volante, nave capitanata da Hendrik Vanderdecker che nel 1680 fece vela da Amsterdam diretto a Batàvia, ora Giakarta, nelle Indie Olandesi. La nave, secondo la leggenda, fu investita durante la traversata da un terribile uragano tropicale, ma il capitano decise di procedere sfidando la paura del suo equipaggio e la volontà di Dio apparso sotto le sembianze di un angelo, giurando che avrebbe sfidato la sorte e doppiato il Capo di Buona Speranza. La nave, in preda alla furia del mare, fu presto sopraffatta, si spezzò in due tronconi e tutti i suoi occupanti morirono tra le onde. L’angelo, per punire la sua ribellione alla volontà di Dio che tanti lutti aveva causato, lo condannò a reggere in eterno il timone di un vascello fantasma in balìa delle tempeste.

 

 
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