Nino

Ah … il tempo mio nemico e strano …

… a proposito di accoglienza … 31 luglio 2016

… a proposito di accoglienza …

L’ostacolo più grande? la paura!
La cosa più facile? Sbagliarsi!
L’errore più grande? Rinunciare!
La radice di tutti i mali? L’egoismo!
La distrazione migliore? Il lavoro!
La sconfitta peggiore? Lo scoraggiamento!
I migliori insegnanti? I bambini, gli ammalati!
Il primo bisogno? Comunicare!
La fedeltà più grande? Essere utili agli altri!
Il difetto peggiore? Il malumore!
La persona più pericolosa? Quella che mente!
Il sentimento più brutto? Il rancore, l’indifferenza!
Il regalo più bello? La carità, l’ascolto!
La sensazione più bella? La pace interiore!
L’accoglienza migliore? Il sorriso!
La miglior medicina? L’ottimismo!

Madre Teresa di Calcutta

I porcospini di

Foto Antonino Cuzzola

(FOTO ANTONINO CUZZOLA)

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… fare i conti senza l’oste! 30 luglio 2016

Perché si dice “fare i conti senza l’oste”?

La curiosa locuzione “fare i conti senza l’oste” viene detta a un soggetto che è abituato a prendere decisioni affrettate, che non tengono conto delle volontà altrui e di un eventuale rifiuto.
Perché si usa proprio tale espressione? Un tempo le osterie erano luoghi molto frequentati da viaggiatori e non solo e la fama degli osti nell’organizzare imbrogli ed essere capaci di sostenerli abilmente durante la presentazione del conto era largamente diffusa. A fine pasto, dopo aver calcolato da sé il conto, il cliente si trovava puntualmente contraddetto dall’oste che gli chiedeva altre indicazioni di spesa e vanificava il suo sforzo di calcolo preventivo.
Ecco spiegato il motivo per cui è nato il modo di dire che è meglio non fare i conti prima che li abbia fatti l’oste, o più precisamente chi vuole farli comunque prima dell’oste, sia pronto a ripeterli almeno due volte!

Il mito di Sisifo

Foto Antonino Cuzzola

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… A PROPOSITO DI ESPLORATORI … DIMENTICATI! 29 luglio 2016

… A PROPOSITO DI ESPLORATORI … DIMENTICATI!

Giovanni Caboto

Giovanni Caboto (Chioggia o Gaeta, 1450 – Inghilterra, 1498) è stato un navigatore ed esploratore italiano, famoso per aver continuato l’opera di Cristoforo Colombo cominciando la serie di grandi viaggi di scoperta verso il nord-ovest, in particolare per aver scoperto il Canada il 24 giugno 1497.

Esistono diverse ipotesi circa la sua scomparsa:

  • probabilmente la sua flotta era naufragata nell’Atlantico (il che spiegherebbe come mai si salvò una sola nave con pochi superstiti);

  • dopo aver raggiunto le coste del Labrador, i ghiacci galleggianti forse costrinsero le navi a piegare verso sud, addirittura fino a Capo Hatteras. Da qui poi avrebbero fatto ritorno in Inghilterra nell’autunno dello stesso anno, e Giovanni Caboto sarebbe morto durante il viaggio o più probabilmente poco dopo il ritorno;

  • ancora, seguendo un varco a Nord verso il Giappone, Caboto avrebbe raggiunto la Groenlandia, dove l’equipaggio si sarebbe ammutinato per il freddo insopportabile costringendolo a piegare verso Sud, con esiti incerti;

  • secondo alcuni storici, Caboto avrebbe raggiunto le coste del Nord America e avrebbe cominciato a procedere in direzione sud-ovest come previsto dal suo programma. Ciò sarebbe avallato dal fatto che tre anni dopo, nel 1501, l’esploratore Gaspar Corte-Real ricevette dagli indigeni del Nord America, con cui era entrato in contatto, alcuni oggetti probabilmente appartenuti agli uomini della spedizione di Caboto.

Nonostante il misterioso epilogo della spedizione del 1498 e il blocco di ulteriori esplorazioni inglesi durante il regno di Enrico VII, la spedizione di Caboto pose le basi della futura colonizzazione inglese del Nord America. Inoltre le esplorazioni di Giovanni Caboto assicurarono ai geografi europei le prime indicazioni scientifiche circa la vastità del continente americano e stimolarono la ricerca di un passaggio a Nord-Ovest verso l’Estremo Oriente.

Caboto1

Foto Antonino Cuzzola

(FOTO ANTONINO CUZZOLA)

 

… SULL’ETA’ E GLI ANNI DELLA VITA … 24 luglio 2016

… SULL’ETA’ E GLI ANNI DELLA VITA …

“Il giorno in cui il bambino si rende conto che tutti gli adulti sono imperfetti, diventa un adolescente; il giorno in cui li perdona, diventa un adulto; il giorno che perdona se stesso, diventa un saggio

Alden Albert Nowlan

"...MA ANNO DOPO ANNO, LI CONTI E SON TANTI..."

Foto Antonino Cuzzola

(FOTO ANTONINO CUZZOLA)

 

… A PROPOSITO DI UMORISMO …

… A PROPOSITO DI UMORISMO …

Umorismo

Capacità di suscitare, cogliere e far sentire gli aspetti comici di una situazione, di un avvenimento anche serio, o di narrare o rappresentare fatti immaginari, ponendone in rilievo gli aspetti sottilmente comici.
Umorismo è una parola che traduce la qualità di essere divertenti e apprezzare la qualità divertente della vita, come nell’espressione “avere senso dell’umorismo“. Molti film e spettacoli televisivi sono pieni di umorismo, ma se solo avessimo un occhio attento, potremmo trovare dell’umorismo in qualsiasi show televisivo che non sia una commedia, e anche in qualsiasi situazione ci troviamo.

FrasiCelebri.it

“Attraverso l’umorismo noi vediamo in ciò che sembra razionale, l’irrazionale; in ciò che sembra importante, il non importante”

Charlie Chaplin

 

Spaventapasseri e uomini di latta

Foto Antonino Cuzzola

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… A PROPOSITO DEL SAPERE …

… A PROPOSITO DEL SAPERE …

“La filosofia non serve a nulla, dirai; ma sappi che proprio perché priva del legame di servitù è il sapere più nobile”

Aristotele

NUVOLE SPETTRALI

Foto Antonino Cuzzola

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“Ciò che è razionale è reale, ciò che è reale è razionale” 23 luglio 2016

“Ciò che è razionale è reale, ciò che è reale è razionale”

La realtà, qui intesa come Tutto e non come l’insieme dei singoli aspetti della percezione, è profondamente intrisa di razionalità. Ogni fatto che si manifesta del mondo risponde a una legge razionale, l’Assoluto si manifesta razionalmente in tutti gli aspetti della realtà, inconsapevolmente nella natura, più consapevolmente negli uomini. Questo è ciò che risponde all’affermazione “ciò che è razionale è reale“. Ma Hegel afferma anche che “ciò che è reale e razionale“, per cui si afferma che ogni cosa non ha un senso arbitrario, ma risponde necessariamente alla struttura profondamente logica del mondo.

Tutto ha quindi una sua logica, ogni cosa buona e ogni cosa cattiva, il giusto e l’ingiusto, ciò che sembra assurdo e, ovviamente, ciò che non lo è. La razionalità permea ogni cosa necessariamente, ogni cosa, anche quando sembra secondaria, ha in realtà la sua ragione nel “gioco” del Tutto (dell’Assoluto). Ogni cosa è quindi giustificata e trova giustificazione, vi è sempre una giustificazione per ogni evento, nulla è casuale.

Hegel nota poi che le analisi dell’uomo attorno al mondo possono fare solo da testimoni alla realtà, per cui la realtà si crea da sé, e quando l’uomo arriva a riconoscerla, non può che descriverla senza modificarla, in quanto la realtà si è già formata. La realtà quindi si edifica da sé, rispondendo alle proprie leggi razionali, l’uomo ne è solo testimone.

Georg Wilhelm Friedrich HEGEL

Ciò che è

(FOTO ANTONINO CUZZOLA)

 

 
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