Nino

Ah … il tempo mio nemico e strano …

… LA VITA 31 dicembre 2016

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… LA VITA

… THE LIFE

schopenhauer

FOTO ANTONINO CUZZOLA

(FOTO ANTONINO CUZZOLA)

Il più grande dei miracoli è essere, semplicemente essere. Per sentirlo, non hai bisogno di essere né ricco, né colto, né famoso. Essere semplicemente!
Il fatto che tu sei è il massimo tra i misteri. Perché sei? Perché esisti? Per nessun motivo: non l’hai guadagnato, non l’hai neppure chiesto! E’ semplicemente accaduto.

(Osho)

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… SULLA SOLIDARIETA’

Filed under: Filosofia — czz56 @ 16:46
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… SULLA SOLIDARIETA’

… ON SOLIDARITY

tralcio

FOTO ANTONINO CUZZOLA

(FOTO ANTONINO CUZZOLA)

Ricordati, se mai dovessi aver bisogno di una mano che ti aiuti, che ne troverai una alla fine del tuo braccio… Nel diventare più maturo scoprirai che hai due mani. Una per aiutare te stesso, l’altra per aiutare gli altri.

(Audrey Hepburn)

 

FAREWELL 30 dicembre 2016

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FAREWELL

[…] E sorridevi e sapevi sorridere coi tuoi vent’ anni portati così,
come si porta un maglione sformato su un paio di jeans;
come si sente la voglia di vivere
che scoppia un giorno e non spieghi il perchè:
un pensiero cullato o un amore che è nato e non sai che cos’è.

madame-bovary

FOTO ANTONINO CUZZOLA

(FOTO ANTONINO CUZZOLA)

Giorni lunghi fra ieri e domani, giorni strani,
giorni a chiedersi tutto cos’era, vedersi ogni sera;
ogni sera passare su a prenderti con quel mio buffo montone orientale,
ogni sera là, a passo di danza, a salire le scale
e sentire i tuoi passi che arrivano, il ticchettare del tuo buonumore,
quando aprivi la porta il sorriso ogni volta mi entrava nel cuore  […]

FRANCESCO GUCCINI

 

… Shahrazād e Le Mille e una Notte …

… Shahrazād e Le Mille e una Notte … 

Shahrazād

Foto Antonino Cuzzola

 (FOTO ANTONINO CUZZOLA)

Shahrazād è una fanciulla protagonista della silloge favolistica d’ambiente islamico, nota come Le mille e una notte.

La raccolta favolistica non ha una sola origine, convivendo al suo interno elementi arabi, egiziani, persiani e persino indiani, anche se si ricorda l’indubbio debito contratto con l’opera persiana intitolata Hazār-afsāna, che significa “I mille racconti“).

Il re di Persia, Shahryar, è tradito da una donna e, persuaso della perfidia femminile, decide di consumare ogni notte un rapporto sessuale con una giovane schiava, per poi farla giustiziare dai suoi sottoposti non appena sorto il sole della nuova giornata.

Shahrazād, figlia maggiore del Gran Vizir, si offre allora volontaria per tentare di metter fine a quel macabro cerimoniale, e con sua sorella minore Dinarzād escogita uno stratagemma che si rivelerà fruttuoso.

Ammessa nelle stanze intime del sovrano ella comincia a raccontare a Shahryar una storia affascinante, interrompendola però al momento del sorgere dell’alba, inducendo così il suo amante-ascoltatore a rinviare la sua esecuzione alla mattina successiva, dopo che Shahrazād abbia completato il suo racconto.

Ciò in effetti avviene, ma la giovinetta, finito il racconto lasciato in sospeso, ne avvia uno nuovo, interrompendolo a metà con le medesime modalità del primo racconto.

Ella in questo modo scampa alla morte e prolunga così lo stratagemma per mille e una notte, vale a dire per quasi 3 anni, al termine delle quali il monarca è totalmente ravveduto circa la natura femminea e, anzi, innamoratosi di Shahrazād, la fa sua sposa per sempre, avendone riconosciute le doti di cuore e di spirito.

 

ANCORA L’ETNA … 29 dicembre 2016

Filed under: Filosofia — czz56 @ 19:09
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ANCORA L’ETNA …

ETNA” è il nome primitivo del monte che sovrasta la costa orientale della Sicilia. Il nome “Etna” gli fu dato dai colonizzatori greci nel VII secolo A.C. letteralmente il significato di questa parola significa bruciare e deriva dalla parola greca “Aiteos”.

Jpeg

FOTO ANTONINO CUZZOLA

(FOTO ANTONINO CUZZOLA)

Le popolazioni che si succedettero sull’isola diedero al maestoso vulcano altri nomi. I saraceni, diversi secoli dopo, lo chiamarono “Giabal Huthamet” che significa monte di fuoco.

Col passare del tempo, il suo nome subì molti cambiamenti, da Giabal divenne Gibel, e successivamente si formò un unico termine quale “MONGIBELLO“.

da: http://www.escursioneetna.it/letna/etimologia-e-genesi.html

 

 

BIAGIO CAMAGNA 28 dicembre 2016

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BIAGIO CAMAGNA

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Alle ore 13,25, di sabato 29  luglio del 1922  cessava di vivere l’on. Avvocato Biagio Camagna, nella sua abitazione del rione Romano: rivestì per ben sette volte la carica di Deputato, Consigliere provinciale e Comunale. Fu un punto di riferimento importantissimo per la nostra città in un periodo storico, quello a cavallo fra ‘800 e ‘900, di fervori sociali e culturali intensi. A tal proposito “dal 1895 al 1908 si assiste ad una lotta personale tra Biagio Camagna e Domenico Tripepi, con connivenze mafiose, senza ideali politici e senza il benché minimo interesse per i problemi dei cittadini”. Tali contrasti politici e amministrativi erano riassunti nelle figure di Biagio Camagna e dei fratelli Domenico e Demetrio Tripepi; grosso modo dei democratici il primo e degli aristocratici i secondi. «Camagnini» e «Tripepini» arrivarono ad essere definiti gli appartenenti alle due fazioni con un coinvolgimento generale e sentito in tutta la popolazione reggina. In Biagio Camagna furono risposte le speranze del popolo, dei contadini e degli artigiani e lui dimostrò sempre di avere a cuore le esigenze di questa gente, sia negli oltre venti anni di rappresentanza parlamentare che nella lunga attività forense. Fu sempre vicino alla sua gente, come dimostrano le sue interrogazioni parlamentari a favore della Città.

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BIOGRAFIA

Nel suo ultimo discorso politico del 15 novembre 1919 nella villa Umberto I di Reggio Calabria, dove tra l’altro ha dettato il suo testamento spirituale: “… Si è vero, io avevo una sola casa fabbricata da mio padre … il terremoto l’ha distrutta ed io non posseggo altro che tre soli metri di terreno là, al camposanto, … Quella è la mia proprietà, non ho altro se non che l’ingegno ed il vostro affetto! …” . Era nato a Reggio Calabria il 31 gennaio 1858 da Giobattista e Maria Spinelli aveva due sorelle, una di nome Paola deceduta nel 1917 e l’altra Antonietta deceduta nello stesso anno della sua morte. Fu un abile politico (rivestì per ben sette volte la carica di deputato, consigliere provinciale e comunale), per la sua bontà d’animo, per la sua capacità intellettiva, ed una valida figura di avvocato. Infatti il monumento, opera dello scultore Pellegrino, lo ritrae in uno storico atteggiamento forense assunto davanti al Tribunale Militare a Napoli il 3 giugno 1919 in difesa di alcuni marinai di Reggio Calabria ingiustamente accusati di reato, anche per questo godeva di ottima stima in tutta Italia, fu un grande penalista.

da CIRCOLO CULTURALE L’AGORÁ

 

IL MONUMENTO AL 38° PARALLELO

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IL MONUMENTO AL 38° PARALLELO

Il 38º parallelo era il confine originario tra le zone di occupazione sovietica e americana in Corea, stabilito dopo la resa dell’Impero giapponese nel 1945.

Nel 1948, la linea di demarcazione divenne il confine tra le nuove nazioni indipendenti di Corea del Nord e Corea del Sud. Alla fine della Guerra di Corea (1950-1953), un nuovo confine venne stabilito nel mezzo della zona demilitarizzata, che taglia il 38º parallelo con un angolo acuto da sud-ovest a nord-est.

Il 38º parallelo tocca in Italia la città di Reggio di Calabria, dove è stato eretto un monumento.

Il Monumento al 38º Parallelo sorge a Bocale, frazione del quartiere di Pellaro a Reggio Calabria, nel punto esatto dove tale parallelo incontra la Strada Statale SS 106 Jonica.

Il monumento è costituito da un basamento (in pietra di Lazzaro) a forma di tronco di piramide, sul cui lato obliquo sono posti dei medaglioni con l’emblema delle 6 città attraversate dal 38º parallelo:

1. Reggio Calabria

2. Seul

3. Smirne

4. Atene

5. San Francisco

6.   Cordova

il tutto è sovrastato da un monolito di marmo di Carrara orientato lungo il parallelo.

Sul retro del monolito è possibile leggere la seguente iscrizione:

 

Questo dono marmoreo frammento ed emblema della terra Apuana nell’abbraccio di Reggio Calabria, Atene, Smirne, Seul, San Francisco,Cordova Città tutte poste su questo parallelo 38º Auspica orizzonti di pace nell’operare della cultura”

(Carrara 67 Congresso Internazionale Reggio Calabria 68 – Società Dante Alighieri – 2 settembre 1987)

Tale monumento fu creato nel 1987 in seguito al Congresso Internazionale della Società Dante Alighieri, e vuole celebrare un ideale legame di pace e collaborazione fra tutte le città che giacciono sul 38º parallelo.

…tratto da wikipedia…

 

 

 
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