Nino

Ah … il tempo mio nemico e strano …

EFFETTO ACQUERELLO  30 novembre 2017

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EFFETTO ACQUERELLO 

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FOTO ANTONINO CUZZOLA

(FOTO ANTONINO CUZZOLA) 

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BISANZIO 28 novembre 2017

BISANZIO

https://www.youtube.com/watch?v=J8qUQJzooiU
Byzantium

So, even tonight the moon has risen
Drowned in too red, too vague a colour
Υou cannot see Vesper,1it’s growing dark
The point of the stylus has broken
What horoscope can you cast tonight, Magician?
 
I, Philematios, archiater, mathematician, astronomer,
Maybe a sage, groping in the dark like a blind man,
I have not the knowledge, or the courage
To cast this horoscope, to divine an oracle
And I stay here waiting for the dawn to come…
 
And I must say, I must say that I am maybe too old to understand
That I lost my faith in no matter what abuse or otium
Or are the stars changing in the equinoctial nights?
Or, maybe I have underestimated this new god,2for sure,
I feel, I see in the stars that something is changing
But it is only a sign that doesn’t tell me how and when..
 
On last evening I was walking almost unconciously
To the Bosphoreion harbour, where dryland does fade
In the sea and becomes a vague infinite
And when back on dryland, it’s another continent,
And the sea doesn’t matter if it was blue or green3
 
I heard groups of drunkards singing absurd songs,
With their painted eyes, with their empty glances
A hippodrome, a brothel, soldiers from the North
Tell me, Romans and Greeks, where have you gone?
I heard bloody oaths in Alemannic and Gothic…
 
Strange city, absurd city of this emperor, bridegroom of a whore4
Of countless mobs, of labyrinths, of impiety
Of barbarians who, maybe, do already know the truth5
Of philosophers, of heterae,6hanging between two epochs and two worlds
My wealth and age decided for a day not far to come
And then, fate would ask her that she would give me her hand, but…
 
Byzanthium’s maybe only an imperscrutable symbol,
Secret and ambiguous just like this life
Byzanthium is a world I’m not accustomed to,
Byzanthium is a dream not coming to an end
Byzanthium, maybe, has never existed
And I still don’t know. Another night has gone
Lucifer’s7already risen, there’s a blow of wind,
It is cold on the tower or it’s my sick age
I can’t tell life from death, which of the two has gone
I cover my head with my mantle, I can’t hear anything more
And I fall asleep, I fall asleep, I fall asleep.
  • 1.The planet Venus, which appears as a bright star at dusk and dawn. The ancients believed that they were two different stars and called the evening star Hesperus (Vesper) and Lucifer the star of the early morning.
  • 2.Christianity.
  • 3.Green and Blue were the two main factions in which the Byzantine population was divided. To the stadium cheer for chariot races at the hippodrome (not different from the modern ultras) it was added the religious dispute about Monophysitism and political affiliations to one or another pretender to the throne.
  • 4.Justinian. He married Theodora, a dancer and therefore considered woman of easy virtue. However, she showed great political qualities and ability as lawgiver.
  • 5.The decadence and the next decline of the Roman Empire.
  • 6.Heterae, from the greek Byzantine ἐταῖραι, “occasional escorts”, and by extension “courtesans”, “prostitutes”.
  • 7.See note 1.

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COLORI AUTUNNALI 26 novembre 2017

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COLORI AUTUNNALI

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LA MADONNA ADDOLORATA 20 novembre 2017

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LA MADONNA ADDOLORATA

La devozione alla Mater Dolorosa, molto diffusa soprattutto nei Paesi del Mediterraneo, si sviluppa a partire dalla fine dell’XI secolo. Fu Papa Pio VII nel 1814 a introdurla nel calendario liturgico romano fissandola al 15 settembre. La figura della Madre dei dolori che soffre per la Passione del Figlio ha dato origine a numerose rappresentazioni nell’arte, nella musica sacra e nella pietà popolare

La memoria della Vergine Addolorata nella liturgia cattolica richiama i fedeli a meditare il momento decisivo della storia della salvezza e a venerare la Madre associata alla Passione del Figlio e vicina a lui innalzato sulla croce. Questa ricorrenza di origine devozionale fu introdotta nel calendario romano dal papa Pio VII nel 1814. Il nome Addolorata, in latino Mater Dolorosa, ebbe larga diffusione nell’Italia Meridionale. C’è la tendenza a sostituirlo con il suo derivato spagnolo Dolores.

 LE DEVOZIONI POPOLARI: I SETTE DOLORI DI MARIA
 I Sette Dolori di Maria, corrispondono ad altrettanti episodi narrati nel Vangelo:
1) La profezia dell’anziano Simeone, quando Gesù fu portato al Tempio “E anche a te una spada trafiggerà l’anima”;
2) La Sacra Famiglia è costretta a fuggire in Egitto “Giuseppe destatosi, prese con sé il Bambino e sua madre nella notte e fuggì in Egitto”;
3) Il ritrovamento di Gesù dodicenne nel Tempio a Gerusalemme “Tuo padre ed io angosciati ti cercavamo”;
4) Maria addolorata, incontra Gesù che porta la croce sulla via del Calvario;
5) La Madonna ai piedi della Croce in piena adesione alla volontà di Dio, partecipa alle sofferenze del Figlio crocifisso e morente;
6) Maria accoglie tra le sue braccia il Figlio morto deposto dalla Croce;
7) Maria affida al sepolcro il corpo di Gesù, in attesa della risurrezione.
La liturgia e la devozione hanno compilato anche le Litanie dell’Addolorata, ove la Vergine è implorata in tutte le necessità, riconoscendole tutti i titoli e meriti della sua personale sofferenza.

(dalla rete)

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IL CADUTO 18 novembre 2017

Filed under: Filosofia — czz56 @ 18:40
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IL CADUTO

[…] Guarda la guerra che beffa, che scherzo puerile, 
io che non mi ero mai spinto in un lungo cammino 
ho visto quel poco di mondo da dietro a un fucile, 
ho visto altra gente soltanto da dietro a un mirino… 

E siamo in tanti coperti da neve gelata, 
non c’è più razza o divisa, ma solo l’ inverno 
e quest’ estate bastarda dal vento spazzata 
e solo noi, solo noi che siam morti in eterno… 

Io che guardavo la vita con calmo coraggio, 
cosa darei per guardare gli odori della mia montagna, 
vedere le foglie del cerro, gli intrichi del faggio,
scoprire di nuovo dal riccio il miracolo della castagna… […]

                   FRANCESCO GUCCINI

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Auschwitz 16 novembre 2017

Filed under: Filosofia — czz56 @ 18:23
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Auschwitz

I died with another hundred,
I died when I was a child,
passed through the chimney
And now I am in the wind.
And now I am in the wind.
 
In Auschwitz there was snow,
the smoke rose slowly
in a cold winter day
And now I am in the wind.
And now I am in the wind.
 
In Auschwitz so many people
but one great silence.
It’s strange, I still can not
to smile here in the wind.
To smile here in the wind
 
I ask: how can a man
kill his brother?
Yet we are millions
in dust here in the wind.
In dust here in the wind.
 
Still the cannon thunders,
and still is not pleased
with the blood the human beast
and still the wind brings us.
And still the wind brings us.
 
I ask: when it will be
thatman can learn
to live without killing
and the wind shall rest?
And the wind shall rest.
 
I ask: when it will be
thatman can learn
to live without killing
and the wind shall rest?
And the wind shall rest.

Auschwitz

Son morto con altri cento, son morto ch’ero bambino, 
passato per il camino e adesso sono nel vento e adesso sono nel vento…. 

Ad Auschwitz c’era la neve, il fumo saliva lento
nel freddo giorno d’ inverno e adesso sono nel vento, adesso sono nel vento… 

Ad Auschwitz tante persone, ma un solo grande silenzio: 
è strano non riesco ancora a sorridere qui nel vento, a sorridere qui nel vento… 

Io chiedo come può un uomo uccidere un suo fratello 
eppure siamo a milioni in polvere qui nel vento, in polvere qui nel vento… 

Ancora tuona il cannone, ancora non è contento 
di sangue la belva umana e ancora ci porta il vento e ancora ci porta il vento… 

Io chiedo quando sarà che l’ uomo potrà imparare 
a vivere senza ammazzare e il vento si poserà e il vento si poserà… 

Io chiedo quando sarà che l’ uomo potrà imparare 
a vivere senza ammazzare e il vento si poserà e il vento si poserà e il vento si poserà…

                        Francesco Guccini

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IL TRISTE … 14 novembre 2017

Filed under: Filosofia — czz56 @ 21:56
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IL TRISTE …

AMERIGO […] Probabilmente uscì chiudendo dietro a se la porta verde, 
qualcuno si era alzato a preparargli in fretta un caffè d’ orzo. 
Non so se si girò, non era il tipo d’ uomo che si perde 
in nostalgie da ricchi, e andò per la sua strada senza sforzo. […]

                                 FRANCESCO GUCCINI

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