Nino

Ah … il tempo mio nemico e strano …

OMAGGIO A TIMOTY BERNERS-LEE 2 luglio 2018

OMAGGIO A TIMOTY BERNERS-LEE

Omaggio a Timoty Berners Lee

FOTO ANTONINO CUZZOLA

(FOTO ANTONINO CUZZOLA)

Il World Wide Web (WWW) fu messo a punto nel 1989 da Timothy Berners-Lee, successivamente coadiuvato da Robert Caillau, presso il centro di ricerca del CERN di Ginevra, per permettere la condivisione di informazioni tra gruppi di ricercatori di fisica delle alte energie di diverse nazioni. In seguito si è trasformato in una piattaforma per lo sviluppo di software, mentre il numero di computer e utenti collegati è cresciuto a dismisura nel volgere di pochi anni.

Le risorse di World Wide Web sono organizzate in modo da permettere all’utente una facile e rapida consultazione.

La peculiarità del sistema, che ha contribuito in modo determinante alla sua fortuna, è di essere ad accesso completamente libero, e di permettere a chiunque di contribuire al patrimonio di informazioni condivise creando le proprie pagine multimediali.

 

…per l’ultimo viaggio …

…per l’ultimo viaggio …

... per l'ultimo viaggio ...

Foto Antonino Cuzzola

(Foto Antonino Cuzzola)

[…] Ora Van Loon si sta preparando

piano al suo ultimo viaggio:

i bagagli già pronti da tempo

come ogni uomo prudente,

o meglio, il bagaglio, quello consueto

di un semplice o un saggio,

cioè poco o niente, e andrà davvero

in un suo luogo o una sua storia

con tutti i libri che la vita gli ha proibito

con vecchi amici di cui ha perso la memoria

con l’infinito, dove anche su quei monti nostri

è sempre estate,

ma se uno vuole quell’inverno senza affanni

che scricchiolava in gelo sotto le chiodate

scarpe di un tempo, dei suoi diciott’anni …[…]

                            (F.Guccini)

http://www.youtube.com/watch?v=XrhQiJHgWfY

 

Il tempo prezioso delle persone mature

Il tempo prezioso delle persone mature

Ho contato i miei anni ed ho scoperto che ho meno tempo da vivere da ora in avanti, rispetto a quanto ho vissuto finora…

Mi sento come quel bimbo cui regalano un sacchetto di caramelle: le prime le mangia felice e in fretta, ma, quando si accorge che gliene rimangono poche, comincia a gustarle profondamente.

Non ho tempo per riunioni interminabili, in cui si discutono statuti, leggi, procedimenti e regolamenti interni, sapendo che alla fine non si concluderà nulla.

Non ho tempo per sopportare persone assurde che, oltre che per l’età anagrafica, non sono cresciute per nessun altro aspetto.

Non ho tempo, da perdere per sciocchezze.

Non voglio partecipare a riunioni in cui sfilano solo “EGO” gonfiati.

Ora non sopporto i manipolatori, gli arrivisti, né gli approfittatori.

Mi disturbano gli invidiosi, che cercano di discreditare i più capaci, per appropriarsi del loro talento e dei loro risultati.

Detesto, se ne sono testimone, gli effetti che genera la lotta per un incarico importante.

Le persone non discutono sui contenuti, ma solo sui titoli …

Ho poco tempo per discutere di beni materiali o posizioni sociali.

Amo l’essenziale, perché la mia anima ora ha fretta…

E con così poche caramelle nel sacchetto…

Adesso, così solo, voglio vivere tra gli esseri umani, molto sensibili.

Gente che sappia amare e burlarsi dell’ingenuo e dei suoi errori.

Gente molto sicura di se stessa, che non si vanti dei suoi lussi e delle sue ricchezze.

Gente che non si consideri eletta anzitempo.

Gente che non sfugga alle sue responsabilità.

Gente molto sincera che difenda la dignità umana.

Con gente che desideri solo vivere con onestà e rettitudine.

Perché solo l’essenziale é ciò che fa sì che la vita valga la pena viverla.

Voglio circondarmi di gente che sappia arrivare al cuore delle altre persone …

Gente cui i duri colpi della vita, abbiano insegnato a crescere con dolci carezze nell’anima.

Sí… ho fretta… per vivere con l’intensità che niente più che la maturità ci può dare.

Non intendo sprecare neanche una sola caramella di quelle che ora mi restano nel sacchetto.

Sono sicuro che queste caramelle saranno più squisite di quelle che ho mangiato finora.

Il mio obiettivo, alla fine, é andar via soddisfatto e in pace con i miei cari e con la mia coscienza.

Ti auguro che anche il tuo obiettivo sia lo stesso, perché, in qualche modo, anche tu te ne andrai…”

Messaggio di Mario Andrade (Poeta, novellista, saggista brasiliano) Tradotto da Vito Tedesco

https://www.youtube.com/watch?v=7h6CbqKJdEg

 

 

ESSERE E TEMPO

ESSERE E TEMPO

Martin Heidegger

L’esponente principale della Filosofia dell’esistenza è Martin Heidegger. Nato a Messkirch nel 1889, studiò teologia e filosofia Nel 1927 esce il lavoro fondamentale di Heidegger Essere e tempo.

Nel 1933 Heidegger, che aveva aderito al nazismo, divenne rettore dell’Università di Friburgo e pronunciò il discorso L’autoaffermazione dell’università tedesca. Dalla carica di rettore si dimise poco dopo. Heidegger è morto nel 1976.

essere

FOTO ANTONINO CUZZOLA

(FOTO ANTONINO CUZZOLA)

Lo scopo dichiarato di Essere e tempo è quello di una ontologia capace di determinare in maniera adeguata il senso dell’essere. Ma, per raggiungere tale scopo, occorre analizzare chi è colui che si pone la domanda sul senso dell’essere. E se Essere e tempo si risolve in un’analitica esistenziale, su quell’ente (l’uomo) che si interroga sul senso dell’essere, gli scritti che vanno dal ’30 in poi abbandonano l’impostazione originaria: non si tratta più di analizzare quell’ente che cerca vie d’accesso all’essere, ma si punta sull’essere stesso e sulla sua autorivelazione.

Il problema del senso dell’essere pone subito questo interrogativo: «Presso quale ente deve venir carpito il senso dell’essere?».
Ebbene, prosegue Heidegger, «se il problema dell’essere deve venir esplicitamente posto in tutta la sua trasparenza, allora [ … ] si rende necessaria la messa in chiaro delle maniere di penetrazione nell’essere, di comprensione e di possesso concettuale del suo senso, nonché la delucidazione della possibilità di una retta scelta dell’ente esemplare e l’indicazione dell’autentica via d’accesso a questo ente. Penetrazione, comprensione, delucidazione, scelta, accesso, sono momenti costitutivi del cercare e nello stesso tempo modi di essere di un determinato ente, e precisamente di quell’enteche, nol che cerchiamo, già siamo».

Per tutto ciò, «elaborazione del problema dell’essere, viene dunque a significare: rendersi trasparente di un ente, porre il cercante nel suo essere». E in ciò consiste l’analitica esistenziale.

L’uomo è, dunque, l’ente che si pone la domanda sul senso dell’essere. Per questo, una corretta impostazione del problema del senso dell’essere richiede una esplicitazione preliminare di quell’ente che si pone la domanda sul senso dell’essere: e «questo ente che noi stessi già sempre siamo, e che ha, fra le altre possibilità di essere, quella di cercare, noi lo indichiamo col termine Esserci (Dasein)».

L’uomo, considerato nel suo modo di essere, è appunto Da-sein, esser-ci; e il «ci» (da) sta ad indicare il fatto che l’uomo è sempre in una situazione, gettato in essa, e in rapporto attivo nei suoi confronti.

L’Esserci, cioè l’uomo, non è soltanto quell’ente che pone la domanda sul senso dell’essere, ma è anche quell’ente che non si lascia ridurre alla nozione di essere, accettata dalla filosofia occidentale che identifica l’essere con l’oggettività, ossia, come dice Heidegger, con la semplice presenza. Le cose sono certamente diverse una dall’altra, ma tutte sono oggetti (ob-jecta) posti davanti a me: e in questo loro essere presente la filosofia occidentale ha visto l’essere.

Ma l’uomo non può ridursi ad un oggetto puro e semplice nel mondo; I’Esserci non è mai una semplice-presenza, giacché esso è proprio quell’ente per cui le cose sono presenti.

Il modo di essere dell’Esserci è l’esistenza: «la “natura”, l’“essenza” dell’Esserci consiste nella sua esistenza». E l’essenza dell’esistenza è data dalla possibilità, che non è una vuota possibilità logica né una semplice contingenza empirica. L’essere dell’uomo è sempre una possibilità da attuare, e di conseguenza l’uomo può scegliersi, può cioè conquistarsi o perdersi.

http://www.adripetra.com/DidatticaDispense

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