Nino

Ah … il tempo mio nemico e strano …

Che Guevara 21 maggio 2015

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Che Guevara

Il soprannome di “Che” gli venne attribuito dai suoi compagni di lotta cubani in Messico, e deriva dal fatto che Guevara, come tutti gli argentini, pronunciava spesso l’allocuzione “che”. La parola deriva dalla lingua mapuche e significa “uomo”, “persona”, e venne ripresa nello spagnolo parlato in Argentina ed Uruguay, per chiamare l’attenzione di un interlocutore, o più in generale, come un’esclamazione simile a “hey”. Guevara fu membro del Movimento del 26 di luglio e, dopo il successo della rivoluzione cubana, assunse un ruolo nel nuovo governo, secondo per importanza al solo Fidel Castro. Dopo il 1965, lasciò Cuba per “esportare la rivoluzione”, prima nell’ex Congo Belga (ora Repubblica Democratica del Congo), poi in Bolivia. L’8 ottobre 1967 venne ferito e catturato da un reparto anti-guerriglia dell’esercito boliviano – assistito da forze speciali statunitensi ossia agenti speciali della CIA – a La Higuera, nella provincia di Vallegrande (dipartimento di Santa Cruz). Il giorno successivo venne ucciso nella scuola del villaggio. Il suo cadavere – dopo essere stato esposto al pubblico a Vallegrande – fu sepolto in un luogo segreto e ritrovato da una missione di antropologi forensi argentini e cubani, autorizzata dal governo boliviano di Sanchez de Lozada, nel 1997. Da allora i suoi resti si trovano nel Mausoleo di Santa Clara de Cuba.

(wikipedia)

https://www.youtube.com/watch?v=9sagvw2Fadk

 

Dietrologia 20 maggio 2015

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Dietrologia

Attribuzione di motivazioni occulte a fatti e decisioni della vita pubblica.

Questa gustosa parola appartiene al linguaggio politico e giornalistico, e fin dalla sua improbabile formazione italo-greca dichiara un intento, se non canzonatorio, ironico e polemico. Per dietrologia si intende l’inclinazione decisa alla ricerca, dietro i fatti della vita pubblica, di cause segrete, diverse da quelle palesi.
All’occhio del dietrologo un certo fatto non è che la punta di un iceberg di interessi occulti – certo non documentabili, ma forse intuibili. E se porsi delle domande sulle cause profonde di un certo fatto è un importante esercizio di intelligenza, il problema della dietrologia sta nella scarsa caratura delle sue ipotesi: spesso si riduce a un’insinuazione fantasiosa e a buon mercato che vuole scalzare l’evidenza con supponenza.
Infatti, nel caso in cui davvero un certo fatto venga seriamente spiegato alla luce di motivazioni rimaste a lungo nell’ombra, difficilmente si dirà che è stata fatta luce con una dietrologia: perché la dietrologia è dietrologia quando in realtà non spiega nulla, quando è una fantasticheria, un’illazione campata in aria.
Si può fare un po’ di dietrologia commentando la strana posizione assunta dal consigliere comunale; la promulgazione bipartisan della nuova legge si presta ad ampie dietrologie; l’assenza dell’amico alla cena apre la strada a mille dietrologie (che riguardano quella tipa con cui l’hai visto ieri in centro).

                                                                                                  (… dalla rete …)

 

“Bisanzio” 19 maggio 2015

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“Bisanzio”

“Anche questa sera la Luna è sorta
affogata in un colore troppo rosso e vago,
Vespero non si vede, si è offuscata,
la punta dello stilo si è spezzata.
Che oroscopo, puoi trarre questa sera, mago?

Io, Filemazo, 
protomedico, matematico, astronomo, 
forse saggio,
ridotto come un cieco a brancicare attorno, 
non ho la conoscenza 
od il coraggio, 
per fare questo oroscopo, 
per divinar responso.
E resto qui a aspettare che ritorni giorno 
e devo dire, devo dire 
che sono forse troppo vecchio 
per capire, 
che ho perso la mia mente in chissà quale abuso 
od ozio, 
ma stan mutando gli astri nelle notti d’equinozio.
Forse io, forse io,
ho sottovalutato questo 
nuovo Dio 
Non è di me, è nei segni che qualcosa sta cambiando,
ma è un debole presagio che non dice come e quando.

Me ne andavo l’altra sera, 
quasi inconsciamente 
giù al porto Bosphoreion, 
là dove si perde 
la terra dentro al mare 
fino a quasi a niente 
e poi ritorna terra e non è più Occidente. 
Che importa a questo mare essere azzurro o verde.

Sentivo i canti osceni degli avvinazzati,
di gente dallo sguardo pitturato e vuoto, 
Ippodromo, bordello e nordici soldati.
Romani e Greci, urlate, dove siete andati. 
Sentivo bestemmiare in Alamanno e in Goto.

Città assurda, 
città strana, 
di questo Imperatore sposo di 
puttana.
Di plebi smisurate, 
labirinti ed empietà,
di barbari che forse sanno già la verità ,
di filosofi 
e di eteree, 
sospesa,
tra due mondi, 
e tra due ere. 
Fortuna e età hann deciso 
per un giorno non lontano 
o il fato chiederebbe che scegliesse la mia mano 
ma Bisanzio forse è solo un simbolo insondabile, 
segreto ambiguo 
come questa vita, 
Bisanzio è un mito 
che non mi è consueto, 
Bisanzio è un sogno 
che si fa incompleto, 
Bisanzio forse non è mai esistita 
è ancora ignota e un’altra notte è andata, 
Lucifero è già sorta e si alza un po’ di vento, 
c’è freddo sulla torre 
poi l’età mia malata, 
confondo vita e morte non so chi è passata, 
mi copro col mantello il capo e più non sento 
e mi addormento… 
mi addormento… 
mi addormento…”

                  (F. Guccini)

http://www.youtube.com/watch?v=J8qUQJzooiU

 

Questa canzone mi ha ispirato per preparare una foto su Bisanzio (Istanbul).

(Sono stato ad Istanbul qualche anno fa e mi è sembrato di entrare in un libro di storia – proprio vero questo “anello” tra l’Oriente e l’Occidente – e Bisanzio non è morta …….!)

 

Statua dell’Angelo Tutelare 16 maggio 2015

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La Statua dell’Angelo Tutelare (o semplicemente l’Angelo Tutelare) è una statua marmorea raffigurante San Michele Arcangelo, situata in piazza San Giorgio a Reggio Calabria, nei pressi della chiesa di San Giorgio al Corso.

                                                                                        È da considerarsi tra le poche testimonianze a noi pervenute della città seicentesca Il monumento è ritenuto importante non solo per il valore artistico, ma soprattutto per il complesso di significati in esso contenuti. L’opera, dalle sembianze di un guerriero, ha infatti in mano uno scudo che raffigura l’effige di San Giorgio, simbolo storico della città di Reggio. L’opera fu scolpita nel 1637, ma non si conosce con precisione l’autore. Secondo alcuni pare che essa sia opera di abili scalpellini reggini, secondo altri è da attribuire all’ambito messinese, ed in tal caso potrebbe essere opera dell’artista Placido Brandamonte distintosi a Reggio per altre commissioni. Il monumento dell’Angelo Tutelare, oggi collocato nella piazza di fronte la chiesa di San Giorgio al Corso, era originariamente ubicato a poca distanza dalla Porta della Dogana, a fianco alla Chiesa dei Carmelitani, come chiaro riferimento all’azione di tutela e difesa affidata ad un Angelo Custode. Qui era posto sulla sommità di una colonna che sorgeva su un basamento, andati distrutti con il terremoto del 1783. La statua è stata restaurata nel 1752, dopo il terremoto ha subito vari spostamenti ma dopo quasi cento anni trascorsi nel Museo Civico della città (1862-1960) è stata scelta per l’Angelo la collocazione che ancora oggi lo accoglie. L’ultimo intervento di restauro eseguito nel 1998 ha sottoposto l’opera a pulitura laser, trattamento biotico, imperniatura, consolidamento e protezione finale, riportando quel che resta della scultura al suo antico splendore.

La statua, realizzata in marmo greco, è modellata con l’aspetto di un condottiero, difensore del popolo cristiano; egli stringe nel braccio sinistro uno scudo effigiante lo stemma di Reggio: San Giorgio a cavallo nell’atto di uccidere il drago.

                                                                                       Il basamento che oggi regge l’opera presenta tre iscrizioni che testimoniano le tappe importanti in cui questa è stata coinvolta:

  1. sul retro è indicata la funzione svolta dall’Angelo, quale custode della città di Reggio;
  2. la prima di fronte si riferisce al restauro effettuato nel 1752;
  3. la seconda di fronte all’attuale collocazione attuale della statua, tornata oggi ad essere custode e guida della città.

                                                                 

Nel 1999 è stato rinvenuto il braccio destro dell’Angelo che avrebbe impugnato la spada, tuttavia non è ancora stato ricollocato sulla statua.

…wikipedia…

 

Kunsthaus Graz 28 febbraio 2015

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Kunsthaus Graz

La Kunsthaus Graz (casa dell’arte) è un museo d’arte a Graz, in Austria.

Progettata dagli architetti inglesi Peter Cook e Colin Fournier ed inaugurata nel 2003, nell’anno in cui Graz era la capitale europea della cultura, è considerata il simbolo della Graz moderna.

L’edifico, a forma di bolla, è coperto da una pelle di 1.066 elementi di plexiglas ed è denominato anche friendly alien per la sua forma bizzarra; di sera, la sua facciata si illumina e trasmette dei segnali luminosi, mentre di giorno la luce è risucchiata da alcune finestre rivolte al nord, tranne una diretta verso est, in direzione del simbolo storico di Graz, la Torre dell’Orologio (Uhrturm).

La struttura, nella sua forma e nei materiali utilizzati, mostra la volontà di distaccarsi coscientemente dalle case antiche dell’area circostante, con le loro tipiche tegole di cotto rosso, ma, tuttavia, si inserisce con molto rispetto verso l’antico. L’edificio ospita continuamente mostre d’arte moderna, anche grazie alla sua superficie gestita in maniera ottimale, che consente di dedicare due piani alle sole opere dell’ultimo cinquantennio; al suo interno si trovano anche un negozio, un ristorante, la medialounge e la Camera Austria, un’istituzione che organizza mostre e gestisce l’omonima rivista di fotografia.

… wikipedia …

 

 

Personale Fotografica – Bagnara Calabra 1 febbraio 2015

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Personale Fotografica allestita presso il Palazzo Comunale di

Bagnara Calabra (Reggio Calabria) 28-31 Maggio 2008 –

– Intuizioni e Rotte – “Obiettivo sulle Tracce del Tempo e della Storia”.
Commento
Le fotografie esposte sono un testimonial del Carpe Diem che accompagna il mio “tempo”.
Le immagini proposte tracciano un sentiero da percorrere per raggiungere le leggi della convivenza e per proporre una autentica civiltà e cultura integrata dall’arte: un messaggio razionale, intellettuale, comunque ricco di sensibilità e di irrazionalità che consente al viandante  di viaggiare nell’iperrealismo dove il pensiero diventa creatura immersa nel “cosmico”.

(… viandante, chi segue un cammino non si dirige verso qualcosa di connotabile fisicamente, verso un “luogo” reale, tangibile; al contrario, egli è un avventuriero dello spirito, un essere che va alla ricerca di sé stesso, o meglio dell’indefinibile, di ciò di cui una lontana eco del proprio animo rende certi dell’esistenza, ma che sfugge ad ogni più rigorosa disamina razionale …)

Io reputo che la fotografia è un invenzione della mente, con cui un artista riesce a superare i confini delle realtà convenzionali, ed attraverso un particolare linguaggio fatto di forme, funzioni, atti linguistici ed un simbolismo individuale riesce a guardare al passato e vivere il presente con equilibrio ed armonia.

 

Chi ha inventato la Coca-Cola? 19 novembre 2014

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Chi ha inventato la Coca-Cola?

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La Coca-Cola, famosissima bevanda consumata oggi in tutto il mondo, è stata inventata da John Stith Pemberton, farmacista statunitense, nel1886.

Non deve stupire il fatto che sia stato un farmacista a mettere a punto la formula che ha reso famosa la Coca-Cola: l’idea iniziale di Pemberton, infatti, era quella di creare uno sciroppo medicinale come rimedio contro il mal di testa composto da un estratto di Noci di Cola e dalle foglie di Coca (ingredienti dai quali la bevanda ha preso il suo nome). Quando l’uso delle foglie di coca venne bandito, l’ingrediente fu eliminato dalla formula.

Il 29 Maggio del 1886 Pemberton cominciò a pubblicizzare la bevanda di sua invenzione che, nel giro di pochi decenni, diventò un grande business pronto all’esportazione mondiale.

(sapere.it)

 

FRUTTA ESOTICA 8 novembre 2014

FRUTTA ESOTICA

Per frutta esotica o tropicale si intendono i frutti di quelle piante che non sono coltivati nel nostro Paese. Un tempo molto costosi e presenti sui mercati solo nei periodi di festività, oggi vedono largo consumo anche sulle tavole degli italiani.

AÇAI

acai

L’açai (si pronuncia assaì) è il frutto dell’açaizero, una palma fruttifera della famiglia dell’Euterpe Oleracea chiamata dagli indigeni con il nome di icá-cai, che significa “il frutto che piange”. Cresce spontaneamente nella zona nord della foresta amazzonica in Brasile. Da sempre apprezzato per le sue proprietà nutrizionali e terapeutiche,la bacca di açai assomiglia ad un grande mirtillo nero e vanta innumerevoli proprietà scoperte in tempi recenti dagli studi dell’etno-botanica. È infatti uno tra i frutti più nutrienti della foresta amazzonica tanto da essere alla base della dieta dei top team atletici Brasiliani e di tutto il mondo. Negli ultimi anni l’açai si è diffuso anche nel nostro Paese come alimento utile nelle diete dimagranti.

 ALKEKENGI

alkekengi

Gli alkekengi sono le bacche commestibili di una pianta perenne appartenente, come il pomodoro e la patata, alla famiglia delle Solanaceae. Questi frutti contengono molta vitamina C e hanno proprietà diuretiche, depurative, antiuriche, antireumatiche, antinfiammatorie. Viene usato anche nei giardini a scopo decorativo per la sua caratteristica forma a “lanterna”.Il frutto dell’Alkekengi è una bacca rossa, arancio o giallo-verdastra delle dimensioni di una ciliegia, poco succoso e zuccherino, con una lieve acidità simile a quelli dei frutti di bosco. Contiene numerosi semi commestibili. La sottile membrana (calice), di color sabbia che lo avvolge è a forma di lanterna e per questa sua forma viene riproposta in forma cartacea ad Halloween e non è commestibile. Il rizoma e le foglie sono velenose per il loro alto contenuto di solanina. In fitoterapia ne viene usato l’infuso. Inoltre viene utilizzato per la produzione di profumazioni e di coloranti naturali.

AVERRHOA

carambola

L’Averrhoa carambola è un albero originario dello Sri Lanka, dell’India e delle Molucche diffuso in tutto il Sud-est asiatico ed è coltivato anche in Brasile, Colombia, Ghana, Guyana e nella Polinesia francese. Produce un caratteristico frutto di colore giallo detto anche “starfruit”, frutto stella”, facilmente riconoscibile per la sezione a stella a cinque punte. Di questo particolare frutto si mangia tutto ed è ottimo in insalata o per guarnire i cocktail. La carambola o starfruit è un frutto ovale, grande come una prugna ed è sicuramente uno dei frutti tropicali più originali per il suo aspetto particolare ed inconfondibile, infatti se tagliato trasversalmente crea una bellissima stella a cinque punte. Ha una lunghezza che varia dai 5 ai 15 cm ed un diametro che va dai 2 ai 9 cm.. La sua buccia, sottile e lucida, è gialla-arancio chiaro quando raggiunge la maturazione, ha una profumazione intensa ed è commestibile. La polpa è croccante e succosa ed il sapore è leggermente asprigno come quello caratteristico degli agrumi e ricorda frutti come limone, ananas, prugna.

 

FEIJOA

feijoa-sellowiana

Il frutto feijoa sellowiana, chiamato anche Pineapple Guava o guavasteen è originario del Brasile, Israele, ma è la Nuova Zelanda la patria della fejioia. Questo frutto, molto profumato, è difficilmente reperibile in commercio in Italia, anche se viene coltivato soprattutto al sud. Ha molti principi attivi benefici per la salute oltre che a trovare largo uso in cucina. Il suo profumo intenso e il sapore dolce e particolare fa di questo frutto un alimento da scoprire e assaggiare. Non è facile trovarli in vendita in Italia, si può provare in qualche negozio di prodotti bio. Spesso cade da solo dall’albero quando raggiunge la sua piena maturazione. Questi frutti sono usati anche in cosmesi come elementi utili per migliorare la pelle e prevenire inestetismi o aggiunti a prodotti per capelli, come shampoo o balsami. Sono bacche di forma ovale allungata e grandi come le uova di gallina. La buccia è di colore verde scuro, profumata e all’interno è composto da una massa centrale traslucida con una polpa gelatinosa e granulosa, che ricorda un po’ la consistenza della pera. Ogni frutto contiene 20-30 semi al suo interno. Il sapore ricorda la fragola, l’ananas. La pianta cresce bene anche nel sud d’Italia, Calabria, Puglia, Sicilia. Per alcuni il profumo è fin troppo intenso.

FRUTTO DELLA PASSIONE

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Frutto originario del Brasile, in Italia sta pian piano prendendo piede per il suo caratteristico sapore e fascino esotico. Si chiama “frutto della passione”, in inglese “passion fruit”, per le caratteristiche del suo fiore che ricordano la Passione e Crocifissione di Cristo e non, come si potrebbe pensare, riferito a poteri afrodisiaci. Per la somiglianza con il melograno in Spagna la maracujà è nota anche come “granadilla”. È un frutto ricco di vitamine e utile a combattere la cellulite, in quanto aiuta a contrastare la ritenzione idrica. Il frutto della passione è di forma ovale o rotondeggiante e taglia medio-piccola, può raggiungere un diametro di 6-8 cm (e 7 di lunghezza) nella maracujà gialla, e di 3,5- 7 cm (e 4 – 9 di lunghezza) nella maracujà viola. La buccia, non commestibile, è spessa e robusta e il suo colore spazia dal giallo al viola scuro in base alla specie di appartenenza. La polpa è particolarmente profumata, gelatinosa e di sapore dolce-acidulo molto caratteristico.

LITCHI

litchi

Il litchi, detto anche uva o ciliegia della Cina, è un frutto esotico originario della Cina della pianta della famiglia Sapindaceae, unica specie del genere Litchi. Contiene più Vitamina C degli agrumi; 10 litchis al giorno, ricoprono il fabbisogno giornaliero di Vitamina C. Il frutto fresco del Lichi Chinensis, ha forma ovale ed è ricoperto da buccia bitorzoluta non commestibile, verde quando acerbo e rosso quando matura. Ha una polpa bianca, lucida, succosa, profumata e ha un delicato sapore di uva moscato e rosa. All’interno si trova un grosso nocciolo simile a quello delle nespole. Il momento migliore per gustare il litchi è quando raggiunge il culmine della maturazione, infatti, se i frutti non sono ben maturi, risultano abbastanza insapori.

PITAYA

pitaya

La pitaya è il frutto della pianta della famiglia delle Cactaceae (piante grasse) come il fico d’India coltivato soprattutto in sud America e in Vietnam. Può essere rosso oppure giallo e la sua polpa contiene semini scuri commestibili. È piuttosto delicato, non troppo dolce e più raffinato del fico d’india. Oltre ad essere gustoso e rinfrescante, questo bel frutto contiene pochissime calorie ed è ricco di acqua e di sali minerali oltre che di antiossidanti. La pitaya è a forma di pera con una dolce polpa bianca o rosa. È molto popolare e coltivato sia in Sud America, dove è conosciuto anche come frutto “pulizia”, che in Vietnam, Thailandia, Malaysia, Taiwan e recentemente introdotto a Burgos nel nord delle Filippine. La polpa all’interno può essere sia bianca che rossa, con tanti minuscoli semi neri commestibili, è di consistenza gradevole e morbida, con un gusto dolce e un leggero retrogusto aromatico. Prima della completa maturazione la pitaya, che pesa tra i 100 ed i 350 grammi è verde e ricoperta da minuscole ed affilate spine che vengono tolte prima della sua diffusione sul mercato.

RAMBUTAN

 rambutan

Rambutan, frutto esotico conosciuto anche come “litchi peloso”, originario della Malesia. Il rambutan, Nephelium lappaceum, è un frutto simile al litchi proveniente dall’arcipelago malese e dal Sud-est asiatico. Coperto sulla parte esterna di piccole punte morbide, il rambutan assomiglia ad un piccolo riccio. Proprio dalla sua forma deriva il nome malese, “rambout” che significa appunto “capelli”. È inoltre conosciuto come “litchi peloso”. Il rambutan si presenta con una caratteristica buccia ricoperta di spessa peluria rossa. Il colore della buccia varia da rosso a marrone giallastro. La polpa è traslucida, biancastra, sugosa ed è simile nella struttura al litchi. La polpa circonda un singolo seme non commestibile a forma di mandorla. Il sapore del rambutan varia da dolce, delicato e fragrante fino ad essere un po’ acido, a secondo delle varietà. Il suo profumo è meno pronunciato di quello del litchi. I rambutan hanno un diametro di circa 5 cm.

PLATANO

platano

Il platano è un frutto tropicale. Appartenente al genere Musa, insieme ad una quarantina di altre specie, il Platano (Musa sapientum, Musa paradisiaca) fa parte della famiglia delle banane, basti pensare che banana in spagnolo si dice proprio platano. Si consuma cotto ed è un alimento base delle popolazioni tropicali. I maggior esportatori del platano sono i paesi settentrionali del Sud America e America centrale. Il Venezuela vanta nella sua tradizione culinaria molte ricette a base di platano, considerato come la nostra “pasta” e il nostro “pane”. È commestibile in ogni fase di maturazione, dal verde, al giallo, al nero. Si tratta di un alimento molto ricco di amido. I frutti della pianta del platano, un’erbacea gigante originaria della Malesia, derivano dalla Musa paradisiaca la cui sottospecie sapientum, considerata come una specie distinta, è la fonte dei frutti generalmente noti come banane e consumati crudi. Il Platano invece è un frutto della stessa specie ma che richiede la cottura per esser consumato. Originari dell’India e della Malesia questi frutti sono più diffusi nei paesi dal clima tropicale. Spesso il frutto può raggiungere dimensioni notevoli anche dai 25 ai 40 cm di lunghezza. Il colore al suo interno è giallastro o leggermente rosa. Quando la buccia è di colore verde tendente al giallo, il sapore della polpa è piuttosto delicato e la sua consistenza è amidacea. Al variare del colore della buccia, quando si avvicina di più al marrone o nero, ha un sapore più dolce e un aroma più vicino a quello della banana, proprio perché gli amidi si trasformano in zuccheri. Il sapore della sua polpa è diverso in ogni fase dello sviluppo.

PAPAYA

papaya

È il frutto di una pianta, Carica papaya, originaria dell’America Tropicale. Mangiare la papaya fa bene alla salute, ha poche calorie e tanti effetti positivi sul corpo. È una grossa bacca ovoidale dalla forma di zucca o melone, di colore giallo-arancio quando maturo, verde se acerba, dalla polpa succosa, dolce, contenente grani neri ricoperti da mucillagine. Il frutto papaya può raggiungere anche i 5 kg di peso. Oggi si consuma questo frutto anche sotto forma di papaya fermentata come rimedio per la salute. Come si mangia Si consuma fresca, tagliata a metà e privata dei semini interni. Si possono ottenere anche conserve e bevande dissetanti. Si mangia allo stato naturale o con qualche goccia di limone. In cucina i semi macinati di papaia sono utilizzati per intenerire e profumare le carni.

 

TAMARINDO

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Il tamarindo è il frutto dell’omonima pianta appartenente alla famiglia delle leguminose, originaria dell’ Africa orientale, specie unica del genere Tamarindus. Oggi è molto diffuso anche nelle aree tropicali dell’Asia e del Sud America. In Italia la polpa del tamarindo è usata soprattutto per la preparazione di sciroppi, ma all’estero, in particolare nelle cucine orientali, è un alimento base per la creazione di zuppe, salse, minestre o altri piatti che accompagnano il riso. Ha grandi valori nutrizionali e viene usato per combattere soprattutto la stitichezza e proteggere il sistema digestivo. Forse non tutti sanno che la polpa del tamarindo è un ingrediente della salsa Worcestershire. La pianta è un sempreverde maestoso, di lunga vita, appartenente alla famiglia delle leguminose, originario del Madagascar e poi diffuso in tutte le aree tropicali asiatiche. La pianta può diventare molto alta, con i suoi rami folti e pendenti può superare perfino i 30 metri di altezza con una circonferenza di circa 7 metri. I fiori gialli con sfumature rosse e arancioni si riuniscono a grappolo mentre i frutti si presentano come baccelli di color marrone, dalla forma incurvata e lunghi circa 15 cm. All’interno di ogni baccello uniti ad una polpa gialla dal sapore leggermente aspro, ci sono i semi, da 4 a 12.

 

 AVOCADO

avocado

È una specie arborea da frutto appartenente alla famiglia delle Lauracee e ha un alto valore calorico. Ormai sia nei supermercati che dai fruttivendoli è possibile acquistare frutta che una volta si poteva consumare solo durante qualche viaggio in paesi lontani. Si gusta in insalata, come condimento o per preparare salse come la guacamole. È una bacca a forma di pera, frutto dell’omonima pianta originaria dell’America Centrale, appartenente alla famiglia delle Lauraceae. Lunga dai 7 ai 20 centimetri e con un peso che può variare dai 100 ai 1000 gr, presenta un grosso seme centrale di 3-5 cm di diametro. La polpa è di colore giallo verde o giallo pallido, la buccia, l’epicarpo, può essere di colore verde o melanzana, liscio o rugoso. Ha un leggero sapore di nocciola.

 

LAMPONE

lampone

È il frutto di bosco di un arbusto della famiglia delle Rosaceae. Di colore rosso e sapore dolce-acidulo è tra i frutti di bosco più apprezzati nelle preparazioni alimentari. Ha innumerevoli proprietà soprattutto per l’apparato femminile, e per le donne in gravidanza. Si crede fin dall’antichità che i lamponi scongiurano i rischi d’aborto, infatti tonificano i muscoli dell’utero e migliorano le contrazioni. È una mora rossa, di forma conica, composta da numerose piccole drupe, dal profumo molto intenso e gradevole. I frutti di qualità inferiore vengono utilizzati industrialmente per la produzione di coloranti naturali per cosmetici. In campo cosmetico, i principi attivi del lampone vengono utilizzati nelle maschere vitaminizzanti per pelli sensibili. Inoltre il lampone è anche uno dei fitoterapici più utilizzati.

POMELO

pomelo

Il pomelo è il frutto della pianta Citrus maxima o Citrus grandis, originaria della Cina, ritenuta una delle tre specie da cui derivano tutti gli agrumi oggi conosciuti, assieme al cedro ed al mandarino. Viene chiamato anche Pomelo, Pummelo, Pampaleone, sciadocco, da non confondere con il Pompelmo che è un suo ibrido. È il più grande degli agrumi. Cresce fino ai 30 cm di diametro e può pesare fino ai 10 kg. Tipica per questa specie è l’abbondante presenza della sostanza bianca spugnosa sotto la buccia detta albedo; di albedo è costituita addirittura tutta la parte superiore del frutto, cioè la parte stretta della forma a pera. La forma del pomelo non è sferica. Si presenta spesso con una forma a pera. La buccia è liscia, verdina, alle volte rosata, mentre la polpa raggiunge i colori dal giallo paglierino al rosa fino al rosso. Il sapore è simile al pompelmo. Non ha niente a che vedere con la mela, come il nome potrebbe far pensare. Nella foto a fianco è vicino ad un kiwi, per dare idea delle sue dimensioni. Utilizzo principale Il Pomelo si utilizza principalmente come frutto da tavola, oppure se ne usa il succo. In alcuni paesi del mondo si utilizza anche in insalate di frutta o di legumi, e la buccia candita.

 

RIBES

ribes

Il Ribes è una pianta appartenente alla famiglia delle Grossulariacee. Comunemente rientra nella categoria dei frutti di bosco come ad esempio i lamponi. È un frutto estivo e si distingue tre varietà principali: ribes rosso, ribes nero (nigrum) e ribes bianco (uva spina). In Italia la più diffusa varietà è il ribes rosso. I frutti della pianta sono costituiti da piccole bacche unite in grappoli. Le bacche del ribes hanno un sapore dolce e acidulo. La pianta Il ribes è una pianta coltivata in tutto il mondo e spesso la si può notare sotto forma di siepe o cespuglio nei giardini. Clima e habitat I ribes sono piante tipiche delle zone montane e alpine, non oltre i 1.000 metri, ma che possono crescere molto bene anche negli ambienti collinari, purché ci sia clima fresco e ventilato con precipitazioni regolari. Soffrono la siccità e l’eccessiva ventosità.

MELONE

melone-piel-de-sapo

È un melone dalla forma allungata, la sua polpa, dolce e succosa è bianca, la buccia è di colore verde intenso con o senza retinatura, screziata di macchie nere e chiazze giallognole. Proviene dalla Spagna. In Italia l’area di produzione è la Sardegna (Sassari, Oristano, Cagliari). È di tipo invernale e facilmente conservabile.

 

PISTACCHIO

pistacchio

Quelli che comunemente chiamiamo pistacchi sono i semi dei frutti della Pistacia vera L., un albero della famiglia delle Anacardiaceae. I pistacchi sono ovali e di colore verde vivo sotto una buccia viola. Questa pianta, originaria dell’Asia Minore, viene oggi coltivata soprattutto nel Medio Oriente. I pistacchi siciliani, i famosi pistacchi di Bronte vengono coltivati ad un’altitudine compresa tra i 300 e gli 800 metri. La pianta È una specie dioica: i fiori, unisessuali, sono presenti su individui separati. I fiori sono a petali e raccolti in cime. Un albero maschile può produrre abbastanza polline per fecondare fino a 10 piante femminili. Il pistacchio fruttifica in un ciclo biennale, il che, insieme alle variazioni climatiche, causa grandi variazioni nelle rese e nei prezzi.

 

MELAGRANA

melagrana

La melagrana è il frutto del melograno. Di forma sferica, con la buccia di colore rosso brillante, ne si consumano solo i semi, chicchi interni (arilli), dal sapore acidulo e ricco di tannino. La melagrana è un frutto con poche calorie e grandi valori nutrizionali, presente sulle tavole delle feste, come simbolo di abbondanza, fertilità e prosperità. Si considera il re dei frutti per il suo particolare picciuolo a forma di corona. Utilizzo principale In genere si possono spremere per ottenere succhi dissetanti, oppure da usare in ricette, insalate, o come frutta e dessert o per fare golose gelatine, bevande dissetanti, granite, marmellate. Lo sciroppo di melagrana si chiama “granatina” ed è la base di parecchi cocktails. In alcuni paesi il succo si usa anche per la preparazione della carne

 COCCO

latte-cocco

Il latte di cocco non è il liquido che si trova dentro alla noce di cocco, ma si prepara pressando la polpa con acqua. Alimento base della cucina orientale, oggi utilizzato anche nella nostra alimentazione, al posto di panna e burro, non contiene lattosio. Quando viene prodotto con poca acqua rimane più denso e si parla di crema di cocco. La polpa di cocco secca si chiama “copra”. L’acqua di cocco invece è contenuta nelle noci di cocco giovani, contiene pochissimi grassi, ma parecchi carboidrati, vitamine e minerali e poche calorie. Scopri come aprire il cocco senza distruggere la cucina… Uso in cucina Il latte di cocco è un ingrediente di base delle cucina orientale, in particolare nella cucina Thai. È delizioso per addolcire minestre e può essere utilizzato in tanti altri modi originali (cocktails, dolci…), si abbina bene con i gamberi e l’aragosta. Ha la capacità di stemperare i grassi saturi vegetali e animali. Oggi si utilizza anche per sostituire panna o il burro in alcune mantecature. Il latte di cocco mescolato con zucchero e cachaca in Brasile è usato per fare un cocktail: la Batida de Coco.

 ANANAS

ananas

L’ananas, frutto molto carnoso, succoso e aromatico, si presenta come una pigna di grandi dimensioni con una sommità costituita da un ciuffo di foglie verde scuro. La polpa di colore giallo, contiene al centro un fusto fibroso non commestibile. È rivestita da una scorza marrone, giallastra o verde, formata da placchette fuse tra loro. Può pesare fino a 5 kg. La pianta È una pianta perenne cespugliosa, della famiglia delle Bromeliaceae, di dimensioni che variano dai 50 ai 100 cm di altezza, con foglie lunghe grigio-verdi, a forma di spada, con margine seghettato, arcuate e formano una rosetta fitta, del diametro che varia dai 70 cm, fino a un metro e mezzo; esse sono situate alla sommità del frutto, e al centro, si trova l’infiorescenza. L’ananas è una pianta brevidiurna, per cui fiorisce quando le giornate sono più corte, in prossimità del solstizio d’inverno; la maturazione dei frutti avviene dopo 5-6 mesi.

GOJI

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Goji, appartenenti famiglia delle Solanaceae la stessa delle patate, del pomodoro, della melanzana e sono di origine Cinese ma ampiamente diffuse e consumate dalle popolazioni dell’Himalaya e del Tibet. Sono frutti antichissimi e da millenni vengono considerate portentose per il benessere dell’organismo ed in modo particolare per la vista dato l’altissimo contenuto di carotenoidi. Inoltre contengono la più alta concentrazione di antiossidanti presente in natura e rafforzano il sistema immunitario. Si presentano di forma leggermente ovale e sono piuttosto piccole. Il loro colore è tendente al rosso o all’arancione scuro. Hanno un sapore simile a quello del mirtillo altri dicono che sia un incrocio tra una fragola e un lampone. Le bacche di Goji, note anche come “frutti della longevità” o “frutti della vita”, sono coltivate nelle valli Himalayane, del Tibet, della Cina del Nord e della Mongolia, e sono conosciute nel mondo per le loro straordinarie qualità nutritive tanto che secondo la medicina cinese, le bacche del Goji sarebbero una potentissima risorsa contro l’invecchiamento. Da noi sono arrivate da non molto e sono diventate un alimento “di moda”.

CACHI

caco

Di colore arancio intenso quando sono maturi i cachi sono frutti gustosissimi con polpa dolcissima, simile ad una morbida crema, da cui il nome scientifico diospiros, cioè “pane degli déi” e contengono molti zuccheri. Quando sono ancora acerbi, invece, per l’alta quantità di tannino, conservano un sapore agre che “lega” la lingua, si dice infatti che “allappano”. È definito anche Loto del Giappone, Mela d’Oriente e Albero delle sette virtù. La varietà più comune in Italia è il “Loto di Romagna”. La pianta è originaria del Giappone e della Cina da tempo diffusa nella zona del Mediterraneo. Utilizzo principale per consumarli il modo più comodo è tagliarli in due e mangiarne la polpa interna con un cucchiaino. Si può gustare anche come crema o salsa.

FICO

fico

Il fico comune (Ficus carica L.) è una pianta xerofila dei climi subtropicali temperati, appartenente alla famiglia delle Moraceae. È da tempi antichi che la pianta del fico viene apprezzata per i suoi falsi frutti omonimi, dolcissimi, succulenti e carnosi. Il fico viene coltivato in molti paesi: Turchia, Grecia, Stati Uniti, Portogallo e Spagna, sono i principali produttori. È un frutto altamente energetico. Vedi Come si fa la confettura di fichi. È un albero dal tronco corto e ramoso che può raggiungere altezze di 6 – 10 m. Le foglie sono grandi, scabre, oblunghe, grossolanamente lobate a 3-5 lobi, di colore verde scuro sulla parte superiore, più chiare ed ugualmente scabre sulla parte inferiore. Un falso frutto. Quello che comunemente viene ritenuto il frutto del fico è in realtà una grossa infruttescenza carnosa, a forma di pera, ricca di zuccheri quando maturo. Viene detta siconio ed è di colore variabile dal verde al rossiccio fino al bluastro-violaceo, cava, all’interno della quale sono racchiusi i fiori unisessuali, piccolissimi.

KIWI

kiwi

I frutti del kiwi, Actinidia chinensis, è una pianta da frutto originaria della Cina. Sono lunghe bacche ovali od ovale allungate con buccia robusta coperta da peli consistenti. I peli e la buccia hanno consistenza suberosa (del sughero) quindi con forti contenuti tannici. La buccia del kiwi è perfetta per proteggere la polpa dai raggi solari, che distruggerebbero la vitamina C. La polpa è di un intenso color verde, soda, dolce ed acidula. I semi, piccoli e neri, sono disposti a raggiera attorno al centro del frutto (columella), e non sono avvertiti quando si mangia il frutto. Uso del kiwi Il modo più semplice per gustare un kiwi è tagliarlo a metà ed assaporarne la polpa con un cucchiaino. Ideale per la consistenza e la dolcezza tagliato nelle macedonie o su torte di frutta fresca è ottimo anche per la preparazione di succhi, sciroppi, conserve e marmellate.

DATTERO

dattero

Il dattero è il frutto della palma da dattero “Phoenix Dactylifera” le cui origini sono davvero antiche. Il Medjool è una delle varietà più note. L’albero è ancora oggi venerato da alcune popolazioni asiatiche in quanto si utilizzano foglie e frutti. In Italia è conosciuto soprattutto nella sua forma secca che non può mancare sulle tavole natalizie. Si usa molto questo alimento nella cucina vegana e dai praticanti del crudismo, proprio per le sue tante proprietà oltre che per il suo sapore, ottimo sostituto degli zuccheri e spesso del burro in cucina. Il frutto cresce in grappoli pesanti sospesi sotto le foglie della palma da dattero: Phoenix Dactylifera. Il dattero è composto da una parte esterna carnosa circondata da un guscio duro con al suo interno un seme. Il frutto è ovale e a forma cilindrica di 3-7 cm di lunghezza e 2-3 cm di diametro e quando maturo il suo colore è rosso acceso. Come la frutta secca anche i datteri sono ricchi di zuccheri che spesso cristallizzano sulla parte esterna della pelle. In genere quando si trovano così (molto raro trovarli freschi in Italia) la polpa all’interno sarà più asciutta e meno pregiata. Le palme da dattero sono degli alberi davvero preziosi per alcune popolazioni che ne usano tutte le parti. In ambito omeopatico dalla corteccia dei rami si ricava la tintura madre che pare essere molto utile per alleviare i dolori mestruali. In edilizia  con il tronco si realizzano costruzioni mentre alcune varietà di palme da dattero sono usate a fine ornamentali.

FRAGOLA

fragola

La fragola è un frutto caratterizzato da un ottimo profumo e un sapore dolce. È un frutto antico, conosciuto già all’epoca dei Romani che per il profumo la chiamavano “fragrans”. Ne esistono di selvatiche e coltivate. Ha un peduncolo e una rosetta di foglie. La superficie della fragola è ricoperta da numerosi puntini di colore giallo o bruno. Comunemente con questo termine si intende la parte edule della pianta in realtà non sono dei veri e propri frutti, ma il ricettacolo ingrossato di un’infiorescenza. I frutti veri e propri sono i cosiddetti acheni ossia i semini gialli che si vedono sulla superficie della fragola. Le foglie hanno un lungo picciolo peloso e sono divise a loro volta in tre foglioline con il margine seghettato, e i fiori sono formati da 5 petali bianchi. Ottime al naturale o con zucchero e limone e per guarnire dolci, hanno poche calorie, tantissime proprietà per la pelle e per la salute. Ideali anche per diete per diabetici.

CILIEGIA

ciliegia

Le ciliegie sono piccoli frutti dalla forma rotonda, dal sapore dolce e dai colori svariati. Il frutto contiene un solo seme duro, color legno. Di colore, normalmente rosso, può spaziare, a seconda della varietà, dal giallo chiaro del graffione bianco piemontese al rosso quasi nero del durone nero di Vignola. Esistono centinaia di varietà di ciliegie, le più note varietà sono le ciliegie Ferrovia, Bigarreaux o Graffioni, Nero, Giorgia, Duroni, Anella, Marca e tante altre.  Si consumano prevalentemente al naturale o aggiunte alle macedonie, gelati e budini. Ideale per piccoli spuntini con poche calorie. Sono ideali per la preparazioni di dolci al cucchiaio e crostate. Nelle preparazioni salate le ciliegie vengono talora  accompagnate alla selvaggina. Vengono inoltre utilizzate per marmellate, sciroppi e liquori come il maraschino o cherry. 

UVA

uva

L’uva, frutto della vite, viene utilizzata soprattutto per la produzione del vino, e si parla in questo caso di uva da vino, ma anche per il consumo alimentare come frutta, sia fresca (uva da tavola), sia secca (uva passa, utilizzata in cucina e, nella preparazione dei dolci); infine dall’uva si estrae il succo d’uva (bevanda, non alcolica), e dai semi si estrae l’olio di vinaccioli. Si presenta sotto forma di grappolo, composto da un graspo (o “raspo”) e da numerosi acini (più propriamente bacche), di piccola taglia e di colore chiaro (giallo, giallo dorato o verde), nel caso dell’uva bianca, o di colore scuro (rosa, viola o, nero), nel caso dell’uva, nera. L’acino è a sua volta costituito all’esterno dalla buccia, all’interno dalla polpa e dai semi (vinaccioli). Generalmente, le uve senza semi sono meno dolci di quelle con i semi. Ha molte proprietà; gli acini ridotti in purè applicati su viso e collo hanno potere astringente e rivitalizzante per la pelle ed è utile alla guarigione dell’ Herpes sulle labbra. Oltre all’importanza per la produzione del vino, anche il consumo di uva da tavola è importante per l’alimentazione umana, soprattutto grazie alla presenza di zuccheri solubili in percentuali elevate (attorno al 18%).
L’uva può essere utilizzata per altri scopi; uva essicata (uva passa o uvetta, o uva sultanina) o per la produzione del mosto, o per dolci, marmellate e sorbetti. Utilizzo poco comune dell’uva è quello di centrifugarla; è bene centrifugare solo l’uva rossa che permette anche di ottenere i cappelli alla “Caparezza”.

BANANA

banana

A forma oblunga, ha la porzione esterna (pericarpo) costituita da una buccia che originariamente è di colore verde, poi nel frutto maturo diventa gialla. La porzione interna è la polpa commestibile, carnosa, di colore biancastro e di gusto dolce e aromatico. Le banane pesano dai 125 ai 200 gr, variabile a seconda delle differenti specie. Il frutto è commestibile per circa l’80%, il restante 20% è buccia. Quasi tutte le moderne banane provengono dalle specie Musa acuminata e Musa balbisiana. C’è uno strato protettivo esterno (una buccia o pelle) con numerosi lunghi e sottili fili (il floema), che corrono lungo tutta la lunghezza tra la buccia e la parte interna commestibile. La parte interna della comune varietà di banane si divide facilmente lungo la sua lunghezza in tre parti distinte che corrispondono alle parti interne dei tre carpelli. Nelle varietà coltivate i semi sono piccoli fino quasi al punto della non esistenza; i loro resti sono piccoli puntini neri all’interno del frutto. Le piccole macchie marroni sulla buccia mostrano che il frutto è ad uno stadio perfetto di maturazione ed ideale per il consumo. Il colore della polpa evolve dal verde verso il giallo e, in avanzato stato di maturazione, tende a manifestare chiazze marroni corrispondenti ad accumuli di zuccheri. Il livello di maturazione è visibile anche dal colore della buccia: tendente al verde nelle banane acerbe, al giallo scuro con piccole chiazze marroni in quelle molto mature, al giallo acceso nelle altre (quelle di maggior diffusione in ambito commerciale). Il sapore e la consistenza dipendono dalla temperatura a cui maturano, e dal grado di maturazione: i frutti fatti maturare per più tempo e a temperature maggiori avranno minore consistenza e saranno più dolci rispetto a quelli più acerbi e cresciuti in ambiente più rigido o ventilato, che saranno quindi più turgidi e meno saporiti. 

Tratto da: www.alimentipedia.it

 

Buona Pasqua 7 aprile 2009

Filed under: Intrattenimento — czz56 @ 23:21

Buona Pasqua a tutti

 

Sia una Pasqua
di pace di serenità.
Di momenti per pensare
per stringersi la mano.
Una pasqua
di caldi abbracci.
Di fondersi di culture
e tradizioni.
Una pasqua senza
distinzioni di razze
o di religioni.
Un pasqua che stringa
l’intera umanità
In un unico grande
Abbraccio che si chiama
"Fratellanza"

 

Poetessa:  Silvana Stremiz

 

 
 

 
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