Nino

Ah … il tempo mio nemico e strano …

… A PROPOSITO DEL SAPERE … 24 luglio 2016

… A PROPOSITO DEL SAPERE …

“La filosofia non serve a nulla, dirai; ma sappi che proprio perché priva del legame di servitù è il sapere più nobile”

Aristotele

NUVOLE SPETTRALI

Foto Antonino Cuzzola

(FOTO ANTONINO CUZZOLA)

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LA FILOSOFIA 26 dicembre 2015

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LA FILOSOFIA

Filosofia

(Foto Antonino Cuzzola)

La filosofia non serve a nulla, dirai; ma sappi che proprio perchè priva del legame di servitù é il sapere più nobile.

(Aristotele)

http://www.youtube.com/watch?v=cNrA6P25mVQ

 

ALLEANZA TRA FEDE E RAGIONE – SAN TOMMASO D’AQUINO 21 dicembre 2015

 

ALLEANZA TRA FEDE E RAGIONE

SAN TOMMASO D’AQUINO

Alleanza tra fede e ragione

Foto Antonino Cuzzola

(FOTO ANTONINO CUZZOLA)

Quando papa Giovanni XXII nel 1323, iscrisse Tommaso d’Aquino nell’Albo dei Santi, a quanti obiettavano che egli non aveva compiuto grandi prodigi, né in vita né dopo morto, il papa rispose con una famosa frase: “Quante preposizioni teologiche scrisse, tanti miracoli fece”.
E questo, è il riconoscimento più grande che si potesse dare al grande teologo e Dottore della Chiesa, che con la sua Summa teologica, diede sistematicamente un fondamento scientifico, filosofico e teologico alla dottrina cristiana.

Tommaso, nacque all’incirca nel 1225 nel castello di Roccasecca (Frosinone) nel Basso Lazio, che faceva parte del feudo dei conti d’Aquino; il padre Landolfo, era di origine longobarda e vedovo con tre figli, aveva sposato in seconde nozze Teodora, napoletana di origine normanna; dalla loro unione nacquero nove figli, quattro maschi e cinque femmine, dei quali Tommaso era l’ultimo dei maschi.
Secondo il costume dell’epoca, il bimbo a cinque anni, fu mandato come “oblato” nell’Abbazia di Montecassino; l’oblatura non contemplava che il ragazzo, giunto alla maggiore età, diventasse necessariamente un monaco, ma era semplicemente una preparazione, che rendeva i candidati idonei a tale scelta.
Verso i 14 anni, Tommaso che si trovava molto bene nell’abbazia, fu costretto a lasciarla, perché nel 1239 fu occupata militarmente dall’imperatore Federico II, allora in contrasto con il papa Gregorio IX, e che mandò via tutti i monaci, tranne otto di origine locale, riducendone così la funzionalità; l’abate accompagnò personalmente l’adolescente Tommaso dai genitori, raccomandando loro di farlo studiare presso l’Università di Napoli, allora sotto la giurisdizione dell’imperatore.
A Napoli frequentò il corso delle Arti liberali, ed ebbe l’opportunità di conoscere alcuni scritti di Aristotele, allora proibiti nelle Facoltà ecclesiastiche, intuendone il grande valore.

 

Francesco Bacone 18 dicembre 2015

Francesco Bacone

Bacone: pioniere del Pensiero Scientifico

Bacone - pioniere del pensiero scientifico

(FOTO ANTONINO CUZZOLA)

Francesco Bacone (Londra 1561-1620) è uno dei più grandi filosofi dell’Età moderna, ed è a ragione considerato tra i pionieri del metodo induttivo e della logica scientifica. Nel corso della sua esistenza ricoprì molte importanti cariche politiche, tra le quali anche quella di primo ministro. 

Bacone è universalmente noto come autore del Novum Organum, opera grandiosa nella quale il filosofo proponeva di rinnovare il vetusto impianto della logica in Aristotele, il cui corpus di scritti logici prende appunto il nome di Organon, cioè strumento della scienza. Cambiando il volto della scienza, argomenta Bacone, deve per forza cambiare anche il paradigma logico di riferimento. Appunto per questa ragione, Bacone tentò con il Novum Organum di fare piazza pulita di quei pregiudizi che inquinano le sorgenti stesse della vera scienza, che per il filosofo inglese corrispondono a dei veri e propri idoli, che sono: 

  • gli idoli della tribù, pregiudizi collegate ai vari gruppi umani e che presuppongono la presunzione umana; 

  • gli idoli della caverna, pregiudizi presenti nella coscienza del singolo; 

  • gli idoli del mercato: pregiudizi collegati alla dimensione linguistica; 

  • gli idoli del teatro: pregiudizi collegati alle differenti filosofie provenienti dalla tradizione classica e scolastica. 

    Il senso della critica di Bacone è quello di risalire ai principali errori che la mente umana compie nell’esercizio delle sue facoltà, e che in certo qual modo impediscono un corretto uso della nostra ragione al fine di raggiungere la verità. Con la rimozione di questi idoli, tuttavia, si è fatto solo un primo e provvisorio passo verso il sapere, al quale dovrebbe accompagnarsi la disamina di tre diverse categorie di pensatori. 

    In primo luogo, le formiche, cioè gli empirici, che basano la conoscenza sull’esperienza, e gli spiriti dogmatici, che basano la conoscenza sulla teoria ignorando completamente la prassi. La definizione di formiche deriva dal fatto che questi pensatori si occupano soltanto di dispensare e consumare. 

    In secondo luogo, i ragni, ossia i razionalisti, che tessono autonomamente la loro tela. 

    In terzo luogo, le api, cioè gli scienziati-filosofi che basano la conoscenza sull’intelletto che tramuta le nostre nozioni in concetti efficaci per la scienza. Gli scienziati-filosofi sono paragonati alle api in quanto prendono la materia prima, il polline, dai fiori e poi ne ricavano il miele della virtù.

    Per le sue intuizioni, Bacone merita ancor oggi l’appellativo di profeta della tecnica perché, analogamente a Galileo in Italia e nello stesso torno di tempo, considerava la scienza un valido mezzo per governare gli elementi della natura e comprenderne i segreti. 

[Scheda di Domenico Turco]

(www.mondo3.it)

 

 
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