Nino

Ah … il tempo mio nemico e strano …

DI MEMORIA NON CE N’È UNA SOLA 30 novembre 2014

Filed under: Filosofia — czz56 @ 22:03
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… DI MEMORIA NON CE N’È UNA SOLA …

Omaggio a Mnemosine

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(Foto Antonino Cuzzola)

Procedurale, episodica, iconica… La memoria può essere classificata in tanti diversi tipi, a seconda dell’utilizzo che ne facciamo.

Così come esistono diversi tipi di intelligenza, esistono vari tipi di memoria, divisi per ambiti e specializzazioni.
I tipi di memoria più significativi sono:

1) Memoria procedurale o implicita: è la memoria contenuta nei comportamenti e che riguarda sia i comportamenti appresi (guidare l’automobile, sciare, nuotare, andare in bicicletta) sia gli schemi emozionali relazionali, legati alla struttura del carattere e tendenti a ripetersi nel tempo.
2) Memoria semantica: è la memoria fondata sugli elementi appresi una volta per tutte e quindi entrati in categorizzazioni fisse (la capitale della Germania, il significato di una parola difficile, la data di nascita e morte di un autore classico). La memoria semantica non è priva di connotazioni emotive, ma la sua caratteristica è di essere fondata su definizioni, come in un dizionario, che non cambiano nel tempo, disposti in una collocazione stabile.
3) Memoria episodica e autobiografica: è la memoria rivolta alla conservazione di elementi specifici, unici, irripetibili, che sono successi solo quella certa volta e in quel certo posto. È la memoria che coglie la specificità di un vissuto, il suo essere riconoscibile perché unico e fortemente emozionale: esempi di questa memoria possono essere la casa dei nonni, il profumo della propria madre, il colore degli occhi della ragazza amata, e così via). Alla luce di quanto esposto si può dire che molti eventi vissuti dal soggetto possono non diventare autobiografici, non conservati cioè nella memoria episodica ma semplicemente nella memoria dei fatti accaduti, perché privi di quelle caratterizzazioni personali del “vissuto” in prima persona, elemento fondamentale per l’appartenenza di un ricordo alla memoria in questione.
La memoria di questi eventi ha dunque delle forti connotazioni emotive, ma tali emozioni non sono sentite come appartenenti specificamente al soggetto, non in grado cioè di caratterizzarlo in quanto persona unica. In altri casi può accadere che alcuni eventi non vengano neppure memorizzati nella memoria semantica, ma soltanto in quella procedurale o implicita: è il caso di comportamenti o fatti avvenuti che non consentano, per remore o blocchi, un ricordo trasmissibile.
4) Memoria iconica: è la memoria che consente di trattenere una certa quantità di informazioni di tipo visuale e/o spaziali che vanno a collocarsi nella memoria recente. Se si guarda per breve tempo una matrice contenente parecchie lettere o numeri, è possibile ricordare con esattezza alcuni elementi della matrice. Lo span di memoria visivo si identifica con il numero di elementi correttamente ricordati, seguendo l’esatta sequenza. Questo tipo di ricordo è dovuto probabilmente alle brevi immagini impresse sulla retina e registrate dopo uno stimolo visivo. A differenza di quanto accade con l’apprendimento, in cui le informazioni vanno a depositarsi nella MLT, nella memoria iconica, a brevissimo termine, la precisione e i dettagli di un ricordo svaniscono così in fretta come sono stati velocemente memorizzati, in meno di un secondo. Per incrementare il tempo del ricordo si può intervenire sulla nitidezza e sulla luminosità dell’immagine.
5) Memoria fotografica (visiva): è la memoria che consente di conservare le impressioni visive (parole, linee, forme, colori, fisionomia di una persona incontrata una sola volta, ecc.). Chi dispone di sviluppata memoria fotografica per apprendere la lezione la scrive, o visualizza la pagina del libro, in modo tale che quando la ripete è come se leggesse mentalmente le singole frasi. Una variante di questa memoria è la memoria eidetica, che è posseduta da circa il 10% dei bambini e che si perde col passare degli anni. I bambini eidetici, dopo aver osservato per pochi secondi un’immagine, riescono a “vederla” per diversi minuti, come se fosse davanti a loro, descrivendola nei dettagli.
6) Memoria uditiva: è la memoria che possiede chi ha facilità a ricordare sequenze sonore piuttosto che i timbri musicali (ad es. il timbro della voce piuttosto che la fisionomia, il suono della parole più chiaramente delle immagini visive, ecc.). Il soggetto uditivo impara la lezione dalla spiegazione dell’insegnante o leggendola ad alta voce.
7) Memoria motoria: è la memoria che facilita la memorizzazione di sequenze motorie del corpo.

Ognuno di noi dispone in diversa misura di tutte le memorie sopra descritte, con particolare predisposizione e facilità di utilizzo di ciascuna di esse: da qui si capisce il perché quell’amico si ricorda a memoria tutti i numeri di telefono, piuttosto che canticchia una canzone dopo averla sentita una sola volta.

(dalla rete)

 

Chi ha inventato la Coca-Cola? 19 novembre 2014

Filed under: Intrattenimento — czz56 @ 20:57
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Chi ha inventato la Coca-Cola?

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La Coca-Cola, famosissima bevanda consumata oggi in tutto il mondo, è stata inventata da John Stith Pemberton, farmacista statunitense, nel1886.

Non deve stupire il fatto che sia stato un farmacista a mettere a punto la formula che ha reso famosa la Coca-Cola: l’idea iniziale di Pemberton, infatti, era quella di creare uno sciroppo medicinale come rimedio contro il mal di testa composto da un estratto di Noci di Cola e dalle foglie di Coca (ingredienti dai quali la bevanda ha preso il suo nome). Quando l’uso delle foglie di coca venne bandito, l’ingrediente fu eliminato dalla formula.

Il 29 Maggio del 1886 Pemberton cominciò a pubblicizzare la bevanda di sua invenzione che, nel giro di pochi decenni, diventò un grande business pronto all’esportazione mondiale.

(sapere.it)

 

 
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