Nino

Ah … il tempo mio nemico e strano …

LA GUERRA E’ SEMPRE SBAGLIATA! 18 settembre 2016

LA GUERRA E’ SEMPRE SBAGLIATA!

Jpeg

FOTO ANTONINO CUZZOLA

(FOTO ANTONINO CUZZOLA)

 Secondo Hegel, “senza le guerre la storia registra solo pagine bianche”, ossia le guerre muovono il cambiamento della storia.

La guerra non è da considerare come male assoluto e come un’accidentalità meramente esterna, ma la si può vedere come passione dei detentori del potere nella passione dei popoli; inoltre, per Hegel la guerra serve in caso di divergenza di interessi fra gli Stati, la guerra è il solo modo per dimostrare il diritto dell’uno sull’altro.
Secondo la dottrina marxista, che è influenzata dal pensiero hegeliano, ma rappresenta rispetto ad esso un momento d’innovazione, l’economia in quanto motore della storia è coinvolta in ogni conflitto. Perciò essa suppone che per ogni guerra esista un motivo economico il riscontro del quale è una regola metodologica della storiografia.
Secondo Freud, le guerre hanno l’effetto di porre in secondo piano le divisioni della società civile e di rendere una nazione compatta contro un nemico esterno.
“La guerra è sempre sbagliata!” (Nino Cuzzola)
A questo proposito ho inserito un video realizzato da mio figlio Giovanni proprio sulla guerra!

Ogni commento è gradito …

 http://it.youtube.com/watch?v=fEF6_wRNEFk

 

FILOSOFIA E GUERRA 16 ottobre 2015

Filed under: Filosofia — czz56 @ 21:14
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FILOSOFIA E GUERRA
 Secondo Hegel, “senza le guerre la storia registra solo pagine bianche”, ossia le guerre muovono il cambiamento della storia.

La guerra non è da considerare come male assoluto e come un’accidentalità meramente esterna, ma la si può vedere come passione dei detentori del potere nella passione dei popoli; inoltre, per Hegel la guerra serve in caso di divergenza di interessi fra gli Stati, la guerra è il solo modo per dimostrare il diritto dell’uno sull’altro.
Secondo la dottrina marxista, che è influenzata dal pensiero hegeliano, ma rappresenta rispetto ad esso un momento d’innovazione, l’economia in quanto motore della storia è coinvolta in ogni conflitto. Perciò essa suppone che per ogni guerra esista un motivo economico il riscontro del quale è una regola metodologica della storiografia.
Secondo Freud, le guerre hanno l’effetto di porre in secondo piano le divisioni della società civile e di rendere una nazione compatta contro un nemico esterno.
“La guerra è sempre sbagliata!”(Nino Cuzzola)
A questo proposito ho inserito un video realizzato da mio figlio Giovanni proprio sulla guerra!

Ogni commento è gradito …

 http://it.youtube.com/watch?v=fEF6_wRNEFk

 

Dasein 29 agosto 2015

Filed under: Filosofia — czz56 @ 22:53
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Dasein

Il termine fu introdotto in filosofia nel corso del sec. XVIII. Per Kant il Dasein di un oggetto è conoscibile solo mediante il ricorso all’esperienza e ha quindi costante relazione con la possibilità di una percezione, anche se non con una percezione immediata (concetti espressi dal filosofo tedesco nella Critica della ragion pura). Nella concezione hegeliana il Dasein indica la categoria dell’essere determinato come immediata e unilaterale unità dell’essere e del nulla; come semplice determinatezza dell’essere, il Dasein si distingue dall’Existenz, termine usato per designare l’essere in relazione (concetto formulato da Hegel nella Logica). Per Heidegger il Dasein è l’uomo in quanto si pone la domanda sul significato dell’essere. La comprensione dell’essere del Dasein e l’ontologia fondamentale si devono ricercare nell’analitica esistenziale del Dasein (Essere e Tempo).

(Sein und Zeit), opera fondamentale di M. Heidegger (1927), che segnò il costituirsi della filosofia esistenzialistica: l’opera (incompleta) ripropone il problema del senso dell’essere e si avvale del metodo fenomenologico mutuato da Husserl. Heidegger opera dapprima una distinzione tra l’essere e i modi dell’essere; è un modo dell’essere l’esserci (Dasein), cioè l’esistente, l’uomo. Il carattere strutturale dell’esserci è l’“essere nel mondo”. Immedesimandosi nel mondo l’uomo si perde nella quotidianità anonima del “si” (si dice, si fa, ecc.). A questa esistenza inautentica che è caratterizzata dalla paura si contrappone quella autentica che si radica nell’angoscia, come strumento del nulla che, facendo sentire l’uomo non a suo agio nel mondo, estraneo a esso, gli apre l’unica possibilità autentica dell’esistenza, la morte. A sua volta l’essere per la morte fa di questa non un momento che giunge a un certo punto, al termine dell’esistenza, ma il senso proprio dell’esistenza stessa, la possibilità per l’esserci di pervenire a se stesso estraniandosi dal mondo della banalità e della dispersione.
                                                                                                                                    http://www.sapere.it

 

 
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