Nino

Ah … il tempo mio nemico e strano …

……Leggiamo il pensiero di Eraclito …. Pànta Rhei! 28 settembre 2015

Pànta Rhei

……Leggiamo il pensiero di Eraclito …. Pànta Rhei!

ERACLITO

Il pensiero di Eraclito ruota attorno a quattro punti fondamentali: il divenire, la contrapposizione tra i contrari, il Lògos, e il fuoco come stoichèion, come elemento naturale che rimane sempre identico a se stesso nel mutare degli altri elementi.

Il divenire

Il divenire è il continuo mutare di tutte le cose da uno stato all’altro. Tutto il cosmo è in continuo mutamento, niente permane nella stessa forma. Lo stesso vivere è un continuo mutare da una condizione all’altra. Pànta Rhei, tutto scorre e tutto va, incessantemente, ed è questo continuo mutare che costituisce il senso stesso del cosmo, il suo principio fondamentale, il suo significato ultimo. Per dirla come Eraclito “non ci si bagna mai nello stesso fiume e non si può toccare due volte una sostanza sensibile nello stesso stato“.

Per Eraclito, il divenire costituisce il principio sul quale poggia il mondo, è l’arché (l’arché, può essere inteso con due significati: principio che è apparso cronologicamente per primo e quindi generatore (ciò che ha prodotto il mondo, ovvero l’elemento alla base di ogni altro ente) e principio conservatore (ciò che mantiene in vita il mondo, senza di esso nulla potrebbe esistere).

Ciò che vi è di identico e non muta, nel mutare di tutte le cose, è lo stesso mutamento. Ogni cosa, infatti, si trova, ad un certo punto della sua esistenza, in una situazione per la quale essa è opposta a tutte le altre, ogni cosa è tutto quello che non è altro. 

Per essere qualcosa, ogni cosa ha quindi bisogno del confronto con le altre molteplici cose per ricavarne la sua specificità, la sua identità.

Il divenire, il mutamento, è nell’evidenza stessa del tempo: ogni cosa è soggetta alla temporalità, ogni aspetto del mondo muta perché e il tempo che costituisce questo stesso mutamento: il tempo si esprime nel passaggio delle cose da uno stato all’altro, e questo passare (questo diventare altro), costituisce l’essenza stessa del cosmo (il cosmo è ciò che è perché in esso si assiste ai molteplici spettacoli del mutamento delle cose).

Ma ancora prima di interpretarla come riflessione sul tempo, la testimonianza di Eraclito produce un senso del divenire ben preciso: il divenire, il mutare delle cose, è determinato dalla stessa contrapposizione tra le cose, il mutare è necessariamente legato al contrapporsi delle cose contrarie.

L’opposizione tra i contrari (‘polemos’)

Dunque, ogni cosa è ciò che è proprio perché ha delle altre cose che ne delimitano l’essenza (ad esempio sappiamo che è giorno perché conosciamo la notte: definiamo il giorno come ciò che si oppone alla notte, se non ci fosse la notte, non potremmo sapere cosa è il giorno). 

Eraclito afferma che non esisterebbe luce senza buio, salute senza malattia, sazietà senza fame, ogni cosa riceve la sua definizione dal confronto con le altre.

Ogni cosa, per esistere e per trovare la propria definizione, ha bisogno delle altre cose, in modo da esprimere la propria identità rapportandosi alle altre. 

Questo concetto è definito da Eraclito come polemos (“contesa”, “guerra”, “opposizione”), o contrasto tra i contrari.

Le cose esistono e continuamente subentrano alle altre (ad esempio il giorno subentra alla notte, il freddo al caldo, l’umido al secco), ed è proprio questa contesa a creare quell’equilibrio necessario a perpetuare l’esistenza di ogni cosa.

La strada in salita e in discesa è una sola e la medesima“.

La metafora testimonia che il molteplice mutare delle cose divenienti (rappresentate dalla discesa e dalla salita) è pur sempre soggetto allo stesso principio (la strada, ovvero l’esistenza stessa): cose opposte e contrarie fra loro sono indissolubilmente legate le une alle altre (se non esistesse la salita, non esisterebbe nemmeno la discesa).

Tutte le cose sono uno” come afferma lo stesso Eraclito, ovvero ogni cosa che si contrappone alle altre ha in comune con le altre un determinato aspetto: il fatto di appartenere a una coppia di opposti, la coppia è “l’uno”.

Nella polemos si esprime un’armonia, una forma di giustizia universalela contrapposizione permanente di ogni aspetto della realtà genera un equilibrio che non permette ad alcun elemento di prevaricare il senso degli altri (ciò sarebbe ingiustizia). 

Nessun elemento può quindi essere prevaricante sugli altri, in quanto non può essere tolto dal suo contesto di relazioni senza perdere il suo stesso significato.

Il ‘Logos’

La legge suprema che governa il mondo, ciò che esprime l’equilibrio tra i contrari, viene definita “logos“.

A questa parola possono essere attribuiti diversi significati: “discorso”, “ragione”, “intelligenza”, “legge”, “pensiero”, “logica”, “regola fondamentale del Tutto”: il logos è la vera e autentica struttura del cosmo, così come si esprime in ogni sua parte.

Il logos rispecchia e rende evidente la struttura di tutte quelle opposizioni tra le cose che rendono possibile il divenire e la vita stessa dell’universo, il logos è la stessa struttura, la legge che esprime la totalità delle relazioni.

Tutte le cose del cosmo, come abbiamo visto, sono accomunate dall’opposizione, dalla relazioni necessarie che si instaurano tra di loro, il logos rappresenta l’insieme stabile di queste relazioni, la loro stessa mappa e spiegazione.

Il rapporto degli uomini con il logos esprime il rapporto con la verità. La legge e l’ordine del Tutto sono una sempiterna ‘Parola’ (logos) che si offre all’ascolto di tutti. I più la sentono, ma non sanno ascoltarla. Ogni giorno vi si imbattono e tuttavia non la intendono. Vivono quindi con in sogno, separati come sono da ciò che è ‘comune’, ossia dalla divina legge del Tutto“. (E. Severino, La filosofia antica).

Eraclito divide gli uomini in svegli e dormienti (i primi sono i sapienti, i filosofi, i secondi la gente comune che ignora la conoscenza). La legge espressa dal logos, ovvero la comprensione delle vere relazioni che si instaurano tra le cose, è alla portata di tutti, ma tutti gli uomini non sono uguali, alcuni intendono questa legge meglio di altri in virtù delle proprie capacità intellettive. 

Chi più sarà in grado di rivolgersi alla comprensione del logos più avvicinerà la verità e la sapienza autentica.

Per Eraclito non è sapiente colui che sa un gran numero di cose, bensì colui che sa cogliere meglio di altri la natura delle relazioni che si instaurano tra le cose.

Il fuoco come ‘stoichèion’

Se il principio unitario che accomuna tutte le cose del mondo è il divenire, per Eraclito l’elemento fisico del quale tutti gli altri elementi sono composti (lo stoichèion), è il fuoco.

Questo perché il fuoco è considerato come elemento destabilizzante, in grado di provocare quel cambiamento che permette alle cose di mutare da uno stato all’altro.

Secondo Eraclito, dal fuoco si sprigionano dei gas, i gas diventano acqua, l’acqua stessa, una volta evaporata, lascia dei residui che vanno a comporre tutti i solidi. Questa idea del fuoco come elemento distruttore e creatore, sarà ripreso più tardi dagli stoici (assieme al concetto di lògos).

–  Scheda di Forma Mentis  –

 

ERACLITO – PANTA REI 26 settembre 2015

ERACLITO – PANTA REI

Eraclito nacque e visse a Efeso, città della Ionia. Era un nobile di alto rango e un uomo molto polemico che diede alla filosofia una concezione elitaria.

Foto Antonino Cuzzola

Foto Antonino Cuzzola

(FOTO ANTONINO CUZZOLA)

Sono molti i frammenti che ci sono rimasti dalla sua opera più importante: “Sulla Natura” e molti aforismi, tesi a esprimere un pensiero senza dedurlo da una concatenazione logica, ma facendolo scaturire da un accostamento di immagini e concetti.

I principali aspetti della filosofia di Eraclito sono racchiusi in tre concetti principali:
1. “Panta rei” (tutto scorre);
2. la “bellissima armonia degli opposti”;
3. il “Logos”.

PANTA REI
In un celebre frammento, Eraclito osserva che non ci si può bagnare due volte nelle acque dello stesso fiume, perché l’acqua scorre continuamente e quel che a noi sembra lo stesso fiume in realtà è in incessante cambiamento. Il filosofo estende questa osservazione a ogni cosa: non solo l’acqua del fiume, ma “tutto scorre” (in greco Panta Rei).

Ciò fa scaturire nella filosofia di Eraclito il pensiero che l’universo è in continuo movimento. Anche se può sembrare una riflessione molto ovvia, il filosofo intende sottolineare con ciò un’importante concetto: l’identità di ogni cosa deriva dall’ azione incessante dei cambiamenti a cui la natura è sottoposta. Ogni ente è differente da un altro ente in quanto questi mutano in continuazione.

GLI OPPOSTI E LA “BELLISSIMA ARMONIA
E’ evidente che non si avrebbe nulla di stabile se il principio del mutamento fosse tale da impedire al fiume di essere fiume, all’uomo di essere uomo, ecc. Eraclito dice, infatti, che ciascun essere è plasmato dall’opposizione di forze diverse.

Secondo il filosofo è il conflitto che genera tutte le cose in quanto se non c’è diversità non c’è vita.

LOGOS
Tuttavia il concetto più importante della filosofia di Eraclito è quello di Logos. Questo sostantivo in greco ha tantissimi significati: parola, discorso, legge razionale, ecc.

Secondo il nostro pensatore, il logos è quella legge razionale che regola tutte le cose. Una grande novità nel pensiero di Eraclito è infatti la convinzione secondo cui la Physis, ossia la natura, non è regolata da leggi esterne (come ad esempio leggi divine) ma da leggi proprie della natura stessa che ovviamente valgono anche per l’uomo.

Questa legge razionale è proprio il Logos, il quale regola tutto il cosmo. In questo senso il logos è considerato l’“ARMONIA DEI CONTRARI” che nasce dal contrasto tra la forza e la resistenza tipici dello “scorrere della natura”.

Tale contrasto genera l’armonia degli opposti ossia il Logos. Possiamo quindi considerare il Logos come la vera e propria “Armonia degli Opposti”.
Come si può ben notare dalla sua filosofia, Eraclito tenta un nuovo approccio filosofico, ossia cercare di capire la natura delle cose al di là dell’apparenza.

Mentre tutti i filosofi prima di lui (Talete, Anassimene, Anassimandro, ecc.) avevano considerato il principio primo di tutte le cose come un oggetto materiale (l’acqua, il fuoco, l’aria, ecc.), Eraclito prende come principio primo di ogni cosa la Ragione.

 

 
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