Nino

Ah … il tempo mio nemico e strano …

DEMETRA: RIFLESSI DI DONNA 24 dicembre 2015

DEMETRA: RIFLESSI DI DONNA

      DEMETRA: RIFLESSI DI DONNA        

(Foto Antonino Cuzzola)

Demetra
Nella mitologia greca, dea del grano e dei raccolti, figlia del titano Crono e di Rea. Quando sua figlia Persefone fu rapita da Ade, dio degli Inferi, Demetra ne fu così addolorata che trascurò le terre, sulle quali non crebbe più alcuna pianta, e la carestia si abbatté sul mondo. Zeus chiese allora ad Ade, suo fratello, di restituire Persefone alla madre. Questi acconsentì, ma prima di liberarla le fece mangiare i chicchi di una melagrana che l’avrebbero costretta a ritornare da lui quattro mesi all’anno (sei mesi in un’altra versione del mito). Felice di aver ritrovato sua figlia, in primavera Demetra faceva nascere dalla terra fiori, frutti e grano in abbondanza, ma in autunno, quando Persefone ritornava nel mondo sotterraneo, il suo dolore provocava la morte della vegetazione e apriva le porte all’inverno. Demetra e Persefone erano venerate nei riti dei misteri eleusini (culti praticati a Eleusi, città dell’Attica, che a partire dal VI secolo a.C. assunsero una rilevante funzione nella vita religiosa della Grecia antica). Dalla Sicilia, il culto si propagò a Roma, dove alle due dee corrispondevano Cerere e Proserpina.

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MNEMOSINE 20 settembre 2015

MNEMOSINE

Foto Antonino Cuzzola

Foto Antonino Cuzzola

(FOTO ANTONINO CUZZOLA)

Mnemosine è una figura della mitologia greca, la personificazione della memoria. Figlia di Urano (il Cielo) e Gea (la Terra) è una delle titanidi, e perciò sorella di Rea, Temi, Febe, Dione, Teti e Teia, e dei Titani, Crono, Ceo, Oceano, Iperione e Crio.

Mnemosine fu amata da Zeus, il quale le si presentò sotto forma di pastore. Giacquero insieme per nove notti sui monti della Pieria e dopo un anno, Mnemosine partorì nove figlie: le Muse.

Pausania riferisce che, originariamente, le figlie fossero tre, ossia Melete, la Pratica, Mneme, il Ricordo, e Aoide, il Canto.

Diodoro Siculo racconta poi che Mnemosine aveva scoperto il potere della memoria e che aveva assegnato i nomi a molti oggetti e cose astratte che servivano a intendersi durante la conversazione. Inoltre, a questa dea era attribuito il potere di far ricordare (da cui deriva il suo nome).

Secondo Pausania, in Beozia si trovava l’antro di Trofonio, uno degli accessi agli Inferi, dove, per entrare era necessario prima bere da due fontane.

La prima, intitolata a Lete (la dimenticanza), faceva scordare le cose passate. L’altra, intitolata a Mnemosine, consentiva di ricordare ciò che si sarebbe visto nell’aldilà.

 

 
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