Nino

Ah … il tempo mio nemico e strano …

SULLA SAPIENZA … 21 giugno 2016

Filed under: Filosofia — czz56 @ 16:28
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SULLA SAPIENZA …

“Certo sono più sapiente io di quest’uomo, anche se poi, probabilmente, tutti e due non sappiamo proprio un bel niente; soltanto che lui crede di sapere e non sa nulla, mentre io, se non so niente, ne sono per lo meno convinto, perciò, un tantino di più ne so di costui, non fosse altro per il fatto che ciò che non so, nemmeno credo di saperlo“

Socrate

Il giuramento di Ippocrate

Foto Antonino Cuzzola

(FOTO ANTONINO CUZZOLA)

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Socrate 24 maggio 2016

Filed under: Filosofia — czz56 @ 16:51
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“Ci sono persone nate per sgobbare ed altre nate per stare a guardare. Non è questione di salute, né di intelligenza, né di bisogno.

È così e basta!

Dalle prime tutti si aspettano di più, dalle seconde nessuno si aspetta niente.

Per le prime non ci sono mai elogi, qualunque cosa facciano è dovere. Per le seconde è il contrario, poiché non ci si aspetta niente da loro, basta che muovano un dito e tutti si affrettano a coprirle di complimenti.”

                                                                      Socrate

SCATTO 15901

Foto Antonino Cuzzola

(FOTO ANTONINO CUZZOLA)

 

SOCRATE 16 dicembre 2015

Filed under: Filosofia — czz56 @ 14:12
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SOCRATE

Mentre la sofistica si limita a una critica delle norme sociali o statali in quanto le ritiene puramente “convenzionali“, Socrate mira a ricostruire la morale sulla base dell’autorità interna della coscienza, guidata dalla ragione e dalla riflessione costante dell’uomo su se stesso e sul suo fare.

Il motto dell’oracolo di Delfi, conosci te stesso, diventa per Socrate l’indicazione della ricerca filosofica. Socrate stesso si ritiene ignorante e non si fa perciò portatore di un qualche sapere compiuto sull’uomo: egli si pone il compito di liberare gli altri da questa fatale illusione di sapere per porre la condizione essenziale alla costruzione di una vera conoscenza. Il metodo della ricerca socratica non può dunque essere che il dialogo.
Tutti parlano con sicurezza di virtù, di giustizia, di coraggio, di bellezza, ma enumerandone i casi particolari collettivamente condivisi. Socrate invece vuole sapere, non quali siano le cose belle, giuste, ma che cosa sia il bello, il giusto ecc., che è comune a tutte le cose che diciamo belle e giuste. La domanda socratica sul che cosa mira infatti alla definizione dell’essenza, all’universalità del concetto.

È per questo che Aristotele attribuisce a Socrate la scoperta del ragionamento induttivo (inteso qui come un processo che da un certo numero di casi particolari risale all’universale).
Se il dialogo si conclude in genere senza la proposta di una precisa definizione, l’interlocutore di Socrate ne esce sempre turbato e in preda al dubbio , ovvero disposto ad ammettere la propria ignoranza e ad impegnarsi nella ricerca del sapere. Suscitando con l’ironia la messa in discussione di se stessi, Socrate, con l’arte della maieutica (del far partorire) aiuta l’interlocutore a esprimere da sé quel tanto di verità che la sua anima possiede: è nel travaglio interno della propria anima che ciascuno deve cercare, e cercare per sempre, la verità che guida la nostra vita. Se il sapere filosofico s’identifica con la conoscenza che l’uomo ha di se stesso, esso è tutt’ uno con il sapere pratico, ovvero, la coscienza morale.

Solo essa consente all’uomo di realizzare la sua umanità sottraendosi agli impulsi e alle passioni e diventando padrone di sé (in questo consiste la libertà umana). La virtù è conoscenza, il male è frutto dell’ignoranza. La conoscenza del bene è tutt’ uno con la sua pratica: solo nella realizzazione razionale della virtù l’uomo è felice.

Insieme al concetto di anima, intesa come interiorità spirituale individuale, l’altro fondamentale contributo di Socrate all’etica è la tesi dell’importanza della cura di sé, come scopo autentico della vita umana.
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