Nino

Ah … il tempo mio nemico e strano …

ERACLITO – PANTA REI 26 settembre 2015

ERACLITO – PANTA REI

Eraclito nacque e visse a Efeso, città della Ionia. Era un nobile di alto rango e un uomo molto polemico che diede alla filosofia una concezione elitaria.

Foto Antonino Cuzzola

Foto Antonino Cuzzola

(FOTO ANTONINO CUZZOLA)

Sono molti i frammenti che ci sono rimasti dalla sua opera più importante: “Sulla Natura” e molti aforismi, tesi a esprimere un pensiero senza dedurlo da una concatenazione logica, ma facendolo scaturire da un accostamento di immagini e concetti.

I principali aspetti della filosofia di Eraclito sono racchiusi in tre concetti principali:
1. “Panta rei” (tutto scorre);
2. la “bellissima armonia degli opposti”;
3. il “Logos”.

PANTA REI
In un celebre frammento, Eraclito osserva che non ci si può bagnare due volte nelle acque dello stesso fiume, perché l’acqua scorre continuamente e quel che a noi sembra lo stesso fiume in realtà è in incessante cambiamento. Il filosofo estende questa osservazione a ogni cosa: non solo l’acqua del fiume, ma “tutto scorre” (in greco Panta Rei).

Ciò fa scaturire nella filosofia di Eraclito il pensiero che l’universo è in continuo movimento. Anche se può sembrare una riflessione molto ovvia, il filosofo intende sottolineare con ciò un’importante concetto: l’identità di ogni cosa deriva dall’ azione incessante dei cambiamenti a cui la natura è sottoposta. Ogni ente è differente da un altro ente in quanto questi mutano in continuazione.

GLI OPPOSTI E LA “BELLISSIMA ARMONIA
E’ evidente che non si avrebbe nulla di stabile se il principio del mutamento fosse tale da impedire al fiume di essere fiume, all’uomo di essere uomo, ecc. Eraclito dice, infatti, che ciascun essere è plasmato dall’opposizione di forze diverse.

Secondo il filosofo è il conflitto che genera tutte le cose in quanto se non c’è diversità non c’è vita.

LOGOS
Tuttavia il concetto più importante della filosofia di Eraclito è quello di Logos. Questo sostantivo in greco ha tantissimi significati: parola, discorso, legge razionale, ecc.

Secondo il nostro pensatore, il logos è quella legge razionale che regola tutte le cose. Una grande novità nel pensiero di Eraclito è infatti la convinzione secondo cui la Physis, ossia la natura, non è regolata da leggi esterne (come ad esempio leggi divine) ma da leggi proprie della natura stessa che ovviamente valgono anche per l’uomo.

Questa legge razionale è proprio il Logos, il quale regola tutto il cosmo. In questo senso il logos è considerato l’“ARMONIA DEI CONTRARI” che nasce dal contrasto tra la forza e la resistenza tipici dello “scorrere della natura”.

Tale contrasto genera l’armonia degli opposti ossia il Logos. Possiamo quindi considerare il Logos come la vera e propria “Armonia degli Opposti”.
Come si può ben notare dalla sua filosofia, Eraclito tenta un nuovo approccio filosofico, ossia cercare di capire la natura delle cose al di là dell’apparenza.

Mentre tutti i filosofi prima di lui (Talete, Anassimene, Anassimandro, ecc.) avevano considerato il principio primo di tutte le cose come un oggetto materiale (l’acqua, il fuoco, l’aria, ecc.), Eraclito prende come principio primo di ogni cosa la Ragione.

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TALETE 11 maggio 2015

Filed under: Filosofia — czz56 @ 23:41
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 TALETE
STOP!

(Foto Antonino Cuzzola)

 TALETE

Mileto nella Jonia fu la patria di Talete, uno dei sette Savi della Grecia. Dapprima egli si occupò nella magistratura, e dopo averne coperti con splendore i principali impieghi, decise di abbandonare ogni pubblico affare per dedicarsi allo studio. Come molti suoi dotti predecessori, viaggiò per acquistare cognizioni, specialmente nella Fenicia e nell’Egitto. Sulle sponde del Nilo soggiornò nell’antica capitale per qualche anno conversando con i preti, della Città sacra di Menfi, depositari della scienza di quel tempo; si istruì nei misteri della loro religione, e si applicò particolarmente alla geometria e all’astronomia. Egli fece dei grandi progressi e nell’una e nell’altra scienza. In particolare la dimostrazione di diverse proprietà dei triangoli e gli è anche attribuita l’introduzione nella tecnica nautica del metodo per misurare le distanze dalla spiaggia di una nave in alto mare. Noi sappiamo che sostenne all’inizio che la Terra era un disco (i suoi studi furono poi ripresi dal filosofo suo discepolo Anassimandro che formulò la prima teoria sulla forma della Terra come un disco al centro dell’universo). Interessanti anche le sue osservazioni sull’ombra meridionale di una grande stele (obelisco) piramidale. Aggiunse all’ astronomia delle ingegnose scoperte e fu il primo a intuire a cosa erano dovute le eclisse solari e lunari e con qualche accuratezza a calcolarne la periodicità e quindi la prevedibilità contribuendo a renderle meno spaventose. Scoprì i solstizi e gli equinozi; ripartì il cielo in cinque zone è fissò l’anno a 365 giorni, divisione che raccomandò di osservare e che poi fu universalmente adottata.  Ad eccezione dei sacerdoti di Menfi, dove più che sacerdoti erano veri e propri scienziati, non si mise mai sotto alcun maestro; egli non fu debitore che alle sue esperienze e alle sue profonde meditazioni, delle belle cognizioni con le quali ha arricchito la filosofia. Dotato dalla natura di uno spirito elevato rifletteva molto e parlava assai poco. A questa particolarità univa una dolcezza di animo, rimarcata ancora da Giovenale con dei famosi versi.

TALETE terminati i suoi viaggi ritorno a Mileto eleggendo una vita ritiratissima non volle mai ammogliarsi. Aveva appena 23 anni quando la di lui madre lo sollecitò con grande impegno ad accettare un partito assai vantaggioso che si presentava. Ecco la risposta che Talete le diede: “Quando si é giovine non hai tempo di maritarti; quando si é vecchio é troppo tardi; e quando si è di media età non si deve aver tempo sufficiente per poter pensare alla scelta di una sposa.
Talete di tre cose soleva ringraziare gli Dei: di esser nato ragionevole, anzichè bestia; uomo, anzichè donna; greco anzichè barbaro.

L’opinione che egli aveva della Divinità era quella di una intelligenza che non aveva avuto mai principio e che non avrebbe mai fine. Un uomo gli domandò un giorno, se noi possiamo nascondere le nostre azioni agli Dei: gli rispose che perfino i nostri più intimi pensieri sono a loro noti.

Egli fu il primo fra i greci che insegnasse l’immortalità dell’anima. Diceva che la cosa del mondo più grande è il luogo, perchè contiene tutti gli esseri; che la più forte é la necessità, perchè essa ci fa riuscire in ogni cosa; che la più pronta é lo spirito; perchè in un istante percorre tutto l’universo; che la più saggia è il tempo, poichè scopre le cose le più oscure; ma che la più dolce e la più amabile è di fare la propria volontà.

TALETE fra le cose le più difficili egli reputava quella di conoscere se stesso: egli fu l’inventore di quella bella massima “Impara a conoscere te stesso”. Che fu poi incisa su di una lamella d’oro e consacrata nel tempio di Apollo. Non ammetteva differenza tra la vita e la morte: gli fu allora più volte domandato perchè non si faceva ammazzare, ed egli sempre rispose “Perchè la vita e la morte essendo la stessa cosa, nulla può determinarmi a prendere un partito piuttosto che un altro”.

In fisica non meno che in morale ebbe delle idee affatto originali. Egli credette che l’acqua il primo principio di ogni cosa; e perciò, secondo il suo sistema la Terra era un’acqua condensata, e l’aria un’acqua rarefatta: ammetteva che tutte le cose perpetuamente si cangiassero in altre, ma che in ultima analisi si sciogliessero in acqua. Gli effetti della calamita e dell’ambra gli fecero credere che tutto fosse animato; anzi ammise che in tutto l’universo esistevano degli esseri invisibili i quali ondeggiavano nello spazio.

TALETE fu sempre tenuto in grande venerazione, per cui il di lui parere era sempre ricercato su gli affari più importanti. Creso dopo aver intrapresa la guerra contro i Persiani, si avanzò alla testa di una forte armata fino al fiume Alis, ma si trovò imbarazzato per passarlo perchè mancanti di ponti e di battelli, ed il fiume non era guadoso. Talete s’incontrò in quel momento e lo assicurò, ch’egli avrebbe somministrato l’occorrente per far attraversare il fiume alla sua armata: fece scavare un gran fosso in forma di mezzaluna che incominciava da una delle estremità del campo e terminava all’altra; il fiume si divise per questo mezzo in due bracci, i quali essendo ambedue guadosi tutta l’armata passò senza alcuna difficoltà.

“TALETE, essendo già molto vecchio, si fece portare un giorno su di un terrazzo per godere lo spettacolo delle giostre nell’anfiteatro. L’eccessivo calore del sole gli cagionò un’alterazione così violenta che improvvisamente morì nel luogo stesso all’età di 96 anni. Gli abitanti di Mileto gli celebrarono degli splendidi funerali; e la sua memoria fu sempre onorata non solo come quella di un gran sapiente, ma come il fondatore della Scuola Jonica”. 

 

 
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