Nino

Ah … il tempo mio nemico e strano …

Nemesi 8 dicembre 2017

Nemesi

Nemesi

Foto Antonino Cuzzola

(Foto Antonino Cuzzola)

Nemesi è una dea della religione e mitologia greca, secondo alcuni figlia di Zeus, secondo altri figlia di Oceano e Notte e poi posseduta dallo stesso Zeus nel tempio di Ramnunte, dal quale nacque l’uovo di Elena (o trovato ed allevato dalla dea Leda).

Il nome deriva dal greco nèmesis, (nèmo, “distribuire”), dalla radice indoeuropea nem; in Mitologia greca, e fu il nome della Dea “Distribuzione della Giustizia” (la giustizia intesa come codice giuridico era invece attribuita alla Dea Diche).

Nemesi provvedeva soprattutto a metter giustizia ai delitti irrisolti o impuniti, distribuendo e irrorando gioia o dolore a seconda di quanto era giusto, perseguitando soprattutto i malvagi e gli ingrati alla sorte.

… Wikipedia …

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IL MITO DI SISIFO 27 dicembre 2015

IL MITO DI SISIFO

 Il mito di Sisifo

(Foto Antonino Cuzzola)

Si fatica inutilmente e bisogna ricominciare. Ecco il mito di Sisifo che occorre infrangere.

La mitologia greca  – con Dei, semidei e comuni mortali, protetti per certe encomiabili e sovrumane doti, o per capriccio, dagli stessi Dei –  è ricca di un’aneddotica singolare, intricata e talvolta incomprensibile con un groviglio di nomi, parentele, vendette, gelosie, punizioni, metamorfosi miracolose, simulazioni, assenza di autocontrollo e spirito protettivo di casta.

Dai racconti mitologici vengono fuori Dei buoni e cattivi, crudeli, con i molteplici difetti della natura umana. Sisifo, figlio del re Eolo della Tessaglia, fondò la città di Corinto e divenne celebre per la sua astuzia anche nei confronti degli Dei; gli appassionati della mitologia greca sanno che Sisifo riuscì a incatenare Tanato (Dio della morte) poi liberato da Ares. Erano lotte senza esclusione di furbizie, anche se un contendente era “mortale”.

Sisifo fece lo spione quando Zeus rapì Egina, la bellissima ninfa della quale s’era invaghito: informò dell’accaduto il padre di lei, Asopo, ottenendo in dono una sorgente perenne. Naturalmente Zeus andò in collera… Infine quando Sisifo morì, fu condannato, per tutte le scelleratezze commesse, nel Tartaro – la parte più profonda dell’Universo, il corrispettivo dell’Inferno dantesco –  a questa eterna pena: doveva sospingere un masso su per un’erta collina; appena giunto alla sommità il masso rotolava verso valle sì da costringere il povero Sisifo a ricominciare il suo penoso lavoro, senza tregua.

Ci sono ragguagli letterari a testimonianza di tutto ciò:

Ulisse scese nel Regno dei morti e questo constatò, come ci narra il sommo Omero

“Sisifo pure vidi che pene atroci soffriva

Una rupe gigante reggendo con entrambe le braccia
Ma quando già stava per superare la cima,
allora lo travolgeva una forza violenta
di nuovo al piano rotolando cadeva la rupe maligna”
(Odissea, libro XI versi 593-598)

 E come accennano Seneca (nell’ “Agamennone” 16-17):


“Laggiù dove il vano lavoro di Sisifo è ogni volta deluso dal sasso che ritorna indietro”

e Ovidio (nelle “Metamorfosi” IV-460):

“Tu, o Sisifo, o insegui o spingi il masso destinato a ritornare indietro”

 

 

DEMETRA: RIFLESSI DI DONNA 24 dicembre 2015

DEMETRA: RIFLESSI DI DONNA

      DEMETRA: RIFLESSI DI DONNA        

(Foto Antonino Cuzzola)

Demetra
Nella mitologia greca, dea del grano e dei raccolti, figlia del titano Crono e di Rea. Quando sua figlia Persefone fu rapita da Ade, dio degli Inferi, Demetra ne fu così addolorata che trascurò le terre, sulle quali non crebbe più alcuna pianta, e la carestia si abbatté sul mondo. Zeus chiese allora ad Ade, suo fratello, di restituire Persefone alla madre. Questi acconsentì, ma prima di liberarla le fece mangiare i chicchi di una melagrana che l’avrebbero costretta a ritornare da lui quattro mesi all’anno (sei mesi in un’altra versione del mito). Felice di aver ritrovato sua figlia, in primavera Demetra faceva nascere dalla terra fiori, frutti e grano in abbondanza, ma in autunno, quando Persefone ritornava nel mondo sotterraneo, il suo dolore provocava la morte della vegetazione e apriva le porte all’inverno. Demetra e Persefone erano venerate nei riti dei misteri eleusini (culti praticati a Eleusi, città dell’Attica, che a partire dal VI secolo a.C. assunsero una rilevante funzione nella vita religiosa della Grecia antica). Dalla Sicilia, il culto si propagò a Roma, dove alle due dee corrispondevano Cerere e Proserpina.

 

 
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